19 febbraio 2005
a Roma per Giuliana Sgrena

di Liliana Moro

Moltissime persone, cinquecentomila è la cifra fornita dagli organizzatori. Cifra più che plausibile per la grande quantità di persone che hanno deciso di rendersi visibili, manifeste, per chiedere la liberazione di Giuliana Sgrena e di Florance Aubenas e di tutte le donne e gli uomini che in Iraq sono prigionieri della guerra.

Molte tra loro le donne, organizzate in quanto tali, in gruppi di donne, in collettivi oppure no, presenti con le loro organizzazioni miste oppure con gli amici, la famiglia, in coppia.

Donne che, si vedeva, erano lì nella loro interezza con i loro pensieri e i loro sentimenti; con il loro impegno politico e per un'emozione, mosse da preoccupazione, paura, volontà di condivisione o per uno scatto di dignità.

Molto diverse ma forse in grado di contrassegnare l'evento come particolare, più concentrato e serio delle rituali manifestazioni, forse più consapevole anche dei limiti stessi del  gesto che si stava compiendo.

Man mano i volti si distendevano per il conforto di riconoscersi in tanti sconosciuti, per la consolazione di non sentirsi soli. Speriamo che lo stesso accada presto anche a Giuliana.

28/02/2005