Ada Lovelace
Una donna alle origini dell'informatica

di Cristina Pagetti

 


Ada Byron Lovelace


Ada Byron rappresenta una figura storica di riferimento per tutte le donne che si occupano di nuove tecnologie. In bilico tra scienza e poesia. la sua storia significa prendere consapevolezza di quale sia stato il rapporto delle donne con i calcolatori. Fondamentali i suoi contributi allo sviluppo dei concetti basilari del calcolo moderno: il suo visionario progetto è ormai riconosciuto come il primo programma della storia dell’informatica.

Ada Augusta Byron, nasce in Inghilterra nel 1815, unica figlia legittima del poeta romantico George Byron. Dopo la nascita di Ada la madre si separò dal marito e, per paura che la figlia potesse manifestare le medesime inclinazioni del poeta, si impegnò a darle un’educazione scientifica.

Il destino che le poteva riservare la società del suo tempo l’avrebbe costretta nel ruolo di madre, ricamatrice, gentildonna, ed invece Ada si applicò con passione alla matematica e al calcolo. Giovinetta, dichiarò di aspirare ad una "scienza poetica" e tutto il suo pensiero analitico fu intriso di immaginazione e metafore.

Sarà proprio la sua capacità di intuire e vedere più in là dei sui contemporanei a portarla, a metà degli anni’ 30, ad entusiasmarsi per le ricerche di un matematico di Cambridge, Charles Babbage, che lavorava da anni alla progettazione dell’Analytical Engine, un’enorme struttura composta da ben 25 mila parti, precursore dei calcolatori del XX secolo.

Babbage, lavorando a questo progetto, presentò gli sviluppi in un seminario a Torino, nell’autunno del 1841. Un italiano, Menabrea, scrisse un riassunto di ciò che Babbage aveva descritto che pubblicò in una relazione, in francese, insieme ad alcune sue valutazioni. Ada, nel 1843, sposata con il conte di Lovelace e madre di tre bambini, tradusse in un articolo in lingua inglese la relazione di Menabrea apportando le sue personali e, al tempo, visionarie considerazioni. Nel suo articolo Ada sviluppò nuove implementazioni alla progettazione dalla macchina analitica di Babbage tra cui la possibilità di calcolare formule algebriche mediante l’uso di schede perforate e un piano di calcolo per i numeri di Bernoulli (ora considerato il primo "programma di Lovelace"). Tra i suoi commenti vi era anche la previsione che una tale macchina potesse essere usata per comporre musica complessa, per produrre grafica e utilizzata sia per usi pratici che scientifici.
Dopo aver contribuito agli studi sulla progettazione della macchina analitica la sua vita fu tormentata dalla malattia, ma di lei è rimasto un incredibile epistolario scientifico.
Bisogna aspettare la seconda metà del Novecento per vedere riconosciuta l’opera di Ada Bryron. Nel 1979, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha onorato il ricordo di Ada Augusta Byron Lovelace battezzando "ADA" un linguaggio di programmazione per grandi sistemi di calcolo particolarmente innovativo.

La forza trasgressiva di questo personaggio sta nel suo appassionarsi allo studio di materie riservate, per il suo tempo, agli uomini e di unire discipline considerate ancora oggi antitetiche: la letteratura e la tecnica. Questa sua operazione di arricchimento della tecnologia con aspetti legati al linguaggio poetico e metaforico è riprova della straordinaria capacità femminile di "tenere insieme", rompere gli schemi imposti, affermare il proprio pensiero e la propria soggettività.

Conoscere la sua storia significa prendere consapevolezza di quale sia stato il rapporto delle donne con i calcolatori e scoprire come la realtà che ci viene presentata dimentichi, più o meno volutamente, personaggi che possono intaccare pregiudizi e stravolgere l’idea che oggi abbiamo della tecnologia. E’ una scoperta che porta sconcerto, stimola l’impegno, rendendo il mondo della tecnologia una sfida per noi tutte.


23-01-05

dal sito dols.net