Karen Uhlenbeck, la prima donna ad aver vinto il premio Abel, il Nobel per la matematica

di Marta Musso


Si chiama Karen Uhlenbeck ed è la prima donna nella storia ad aver vinto il famoso e prestigioso premio Abel 2019 dell’Accademia norvegese delle scienze e lettere, noto anche come il Nobel per la matematica. La motivazione: Uhlenbeck ha vinto “per i suoi risultati pioneristici nel calcolo delle variazioni, nelle teorie dei gauge e nei sistemi integrabili, e per l’impatto fondamentale del suo lavoro sull’analisi, la geometria e la fisica matematica”. Il suo lavoro, infatti, è stato appena descritto come uno dei più importanti nella matematica del 20° secolo.

Uhlenbeck, professoressa emerita di matematica alla University of Texas a Austin, si è così aggiudicata il premio da sei milioni di corone norvegesi (600mila euro circa) per le sue ricerche e il suo enorme contributo nei campi della geometria, fisica e matematica. Ma soprattuto nel mondo delle “teorie di gauge”, ovvero una classe di teorie di campo (in fisica il campo è una grandezza esprimibile come funzione della posizione nello spazio e del tempo) basate sull’ipotesi che alcune simmetrie, ovvero la proprietà dei fenomeni fisici di ripetersi identici nello spazio e nel tempo, siano possibili non solo globalmente ma anche localmente.

Le teorie di gauge sono alla base di gran parte della fisica teorica moderna e sono una parte fondamentale nella ricerca della fisica delle particelle, della relatività generale e della teoria delle stringhe. La loro importanza sta nella necessità di descrivere, in un solo quadro teorico unificato (noto come Modello standard), le teorie del campo quantistico dell’elettromagnetismo, dell’interazione nucleare debole e dell’interazione nucleare forte.

“Il Santo Graal in fisica è sempre stato l’unificazione delle forze fondamentali della natura”, ha spiegato Jim Al-Khalili dell’Università del Surrey, nel Regno Unito, durante il suo discorso dedicato ai lavori di Uhlenbeck. “Ha dato un enorme contributo alla matematica”. Inoltre, tra i contributi più significativi di Uhlenbeck ci sono i suoi studi sul calcolo delle variazioni, campo dell’analisi matematica che si occupa della ricerca dei punti minimi e massimi (estremali) di una data funzione, o di un’entità matematica. In altre parole, per fare un esempio pratico, se soffiamo nelle bolle di sapone, queste diventano delle sfere. In questo caso, è la figura che massimizza il volume minimizzando la superficie.

“Per oltre tre decenni alla University of Texas, Karen Uhlenbeck ha condotto una ricerca che ha rivoluzionato l’analisi geometrica e la matematica nel suo complesso”, ha spiegato il presidente dell’università, Gregory L. Fenves. “È stata un’insegnante ispiratrice e un mentore per migliaia di studenti, motivandoli a raggiungere grandi risultati nelle loro vite accademiche e professionali. Il Premio Abel è il più alto onore in matematica, ed è quello che la professoressa Uhlenbeck merita pienamente”.

Ricordiamo, inoltre, che proprio nella University of Texas di Austin aveva rifoperto il titolo di professore ordinario fino al 2016 Alessio Figalli, giovane e brillante scientiato italiano che lo scorso agosto si era aggiudicato la Medaglia Fields, uno dei più importanti riconoscimenti mondiali per i matematici under 40.

Oltre ad aver ricevuto oggi il premio Abel, Uhlenbeck ha vinto nel 2000 la National Medal of Science per la matematica e l’informatica e nel 2007 il premio Steele della American Mathematical Society. In questa ultima occasione, la studiosa ha posto l’attenzione della comunità scientifica per le presenza di un bassissimo numero di donne in posizioni di leadership nella scienza. In un commento autoironico del suo lavoro appena premiato, Uhlenbeck aveva infatti riferito che “riuscire a cambiare una cultura è un compito molto importante rispetto agli altri piccoli traguardi e risultati che ho appena menzionato nel mio studio”.

19-03-2019