Difficili le gravidanze sane quando l’aria è inquinata.

Valeria Fieramonte

 


Organizzato dalla Fondazione Menarini e dall’Imperial College di Londra (Questi Inglesi sono davvero strani, fanno la Brexit e poi sono sempre qui), un convegno scientifico fa il punto sugli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute umana.

Ormai è dimostrato che le microparticelle sprigionate da motoveicoli, navi, aerei , fabbriche, copertoni di ruote, polveri sottili e quant’altro, con il traffico di auto e veicoli vari diesel e benzina come causa principale, provocano a livello mondiale circa il 6% di morti in più. In termini di numeri si tratta di circa 8 milioni di morti, di cui 6 milioni superano i 60 anni, a causa dell’effetto d’accumulo durante gli anni.

Questo genere di inquinamento colpisce tutti i distretti del corpo, ma in particolare il sistema cardiovascolare, i polmoni, il cervello e purtroppo anche la salute riproduttiva.


Sono i dati che mi hanno impressionato di più: l’idea di mettere al mondo bambini sottopeso, nati pretermine, con testoline in sofferenza già prima della nascita, specie se si ha la sfortuna di avere delle finestre a ridosso di arterie di grande traffico, mi pare che, specie come donne, ci dovrebbe molto molto preoccupare. Dato che le donne giovani sono naturalmente meno consapevoli di questi problemi, ci dovrebbe preoccupare anche come madri di figlie femmine.

La valle del Po, per quanto riguarda l’Europa, assieme a alcune aree della Polonia e della Serbia, risulta la più inquinata di tutte, ed è una vera vergogna vedere quanto poco si faccia per attenuare o risolvere almeno in parte il problema, accelerando l’introduzione di veicoli elettrici.

In particolare si sono occupate di salute riproduttiva due ricerche, una della ricercatrice Julia Fussel (Imperial College) e una di Sara Cavagnis (università di Bologna, per il progetto regionale aria e salute).


Siamo abituate a pensare che la placenta costituisca, attorno al feto, un intero sistema protettivo, ma purtroppo non è così per le nano particelle, plastica compresa, e microparticelle come PM2.5, PM 10, biossidi e ossidi di azoto, che in inglese si dice Nitrogeno, dunque Nox e NO2, e altre sostanze chimiche. In questi casi la placenta funziona come una vera e propria carta assorbente: e il risultato è purtroppo una pesante interferenza nel naturale legame madre e feto in via di sviluppo.

Come tessuto target, la placenta va incontro a stress ossidativo, infiammazione, disordini endocrini, modifiche epigenetiche e disregolazione, ovvero reazioni anomale e sproporzionate dell’unità materno fetale.

 

E’ probabile che sia l’infiammazione il meccanismo che media gli effetti dell’aria inquinata sulle nascite premature. Ormai ci sono metodi e tecniche per identificare le micro (sotto i 5 mm) e nano polveri (sotto il micrometro). Le plastiche per esempio sono ormai dappertutto, negli spermatozoi, negli ovuli, nella placenta e provengono dai tessuti sintetici, dalle ruote dei veicoli, dalla polvere urbana, dai processi industriali e dalla frammentazione dei rifiuti di plastica.

 

La giovane Sara, 30 anni, medico specializzato in medicina preventiva, assieme a un team di 8 persone ha studiato 75mila parti avvenuti tra il 2016 e il 2019 in Emilia Romagna e visto che nelle gestanti che vivono in aree inquinate aumenta del 2% l’ipertensione durante la gravidanza e del 6% i parti pretermine. La Romagna è un po' meno inquinata.

L’inquinamento è più alto d’inverno, e dunque la stima del rischio è stata fatta al netto della stagionalità. In Emilia Romagna la distribuzione delle centraline è stata fatta bene e la stima degli inquinanti calcolata dall’ARPA, la locale agenzia di protezione ambientale. E’ immaginabile che in Lombardia la situazione sia ancora peggiore.


E, a proposito di violenza, questa è o non è una violenza ambientale molto grande e tanto più insidiosa perché meno immediatamente percepibile?

Dovrebbero essere dati tali da indurre le autorità a riempire ovunque la città di alberi, a confinare meglio la plastica da smaltire, a preparare le giovani donne a proteggere meglio se stesse nei limiti del possibile, e invece...


9-03-2026


 

 

 


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