Relazione 2008 sui progetti in Afghanistan
di Evelina Colavita
Per Solidarietà Ticino Afghanistan e Omid Onlus

E' difficile scrivere la relazione quest'anno e invogliare i donatori a continuare a sostenere i progetti e mantenere le adozioni a distanza. I media hanno appena diffuso la notizia di 90 morti civili in un bombardamento, i taleban imperversano nell'est e nel sud del paese e assediano Kabul. In queste circostanze è giusto chiedersi che speranze ci sono per questo paese e quale sia il senso nel finanziare scuole, ambulatori, un orfanotrofio e quant'altro.

Ho rivolto queste domande a Sima Samar, donna medico afghana, fondatrice di Shuhada, il nostro unico ed affidabile partner in Afghanistan.

Breve intervista a Sima Samar


Cosa è cambiato nella vita quotidiana delle donne negli ultimi 8 anni in città e nelle zone rurali?
Nella maggior parte delle città la vita delle donne è sensibilmente migliorata. Nella provincia di Bamyan per esempio da anni c’è per la prima volta una governatrice donna, una cosa impensabile prima del 2002. Il maggior miglioramento è da registrare nella scolarizzazione. Le bambine, le ragazze e le donne hanno accesso alla scuola.
In parte del paese la situazione delle donne è molto difficile e il loro accesso alla formazione scolastica è molto ridotto. C’è però da dire che questo stato di cose non si basa più sulla legge ufficiale dello Stato. Questo fatto di per sé è già da valutare come successo. Poi c’è l’esempio che una donna può ufficialmente possedere un negozio o una piccola impresa, anche questo era impensabile. Le proprietarie di negozi effettivamente esistono, ne conosco personalmente per esempio a Bamyan.
In generale posso senz’altro affermare che la vita delle donne è migliorata. D'altro canto c'è un nuovo sviluppo preoccupante nelle zone che purtroppo sono controllate dai taleban.
Nella provincia di Logar sono state uccise 3 collaboratrici straniere dell’ONG americana IRC. Questo significa che queste forze tentano di allontanare le organizzazioni internazionali dal territorio per poter liberamente gestire la popolazione locale che rimane povera e in balia dei taleban.
Attualmente quale è il ruolo degli Hazara nel governo afgano?
Nell'attuale governo gli hazara dispongono di 4 ministri: Il ministro della lotta alla droga, il ministro di giustizia, il ministro delle miniere e il ministro dei lavori pubblici. Sono 4 ministri su un totale di 25. Questo però significa poco perché queste persone principalmente sono interessate a mantenere la propria posizione e non hanno interesse a difendere la popolazione Hazara dalla discriminazione. Un esempio è costituito dal conflitto tra Hazara a Kuchi nel distretto di Behsood, provincia di Wardak.
Quest’anno il conflitto è stato particolarmente cruento e 23 Hazara sono stati uccisi, numerosi villaggi e negozi sono stati dati alle fiamme. Né il governo centrale né il PRT della provincia di Wardak in mano alla Turchia sono intervenuti a risolvere il conflitto che ogni anno chiede un prezzo di sangue maggiore.
Quale sistema giudiziario attualmente viene applicato nel Hazarajat?
Nelle zone rurali dell'Hazarajat trovano applicazione sia il sistema di giustizia tradizionale che consiste nei consigli degli anziani e dei dignitari del villaggio, che il sistema di giustizia formale, fra l’altro sviluppato sotto l’egida dell’Italia.
Le donne nelle città hanno accesso al sistema di giustizia statale mentre nelle zone rurali vige la giustizia tradizionale. La gente ricorre alla giustizia tradizionale perchè il sistema di giustizia statale è caratterizzato da lungaggini burocratiche, corruzione, inefficienza e incertezza della pena.
Cito l’esempio di due uomini nel nord dell’Afghanistan che hanno violentato una donna. Questi due uomini sono stati condannati a cinque anni di reclusione e in seguito alla grazia concessa da parte del presidente Karzai essi sono tornati a piede libero. Karzai giustifica la concessione della grazia dicendo di essere stato malconsigliato. Il consigliere che lo ha consigliato male è tuttora nella sua posizione e funzione.
Quindi è comprensibile se la gente si rivolge agli anziani per chiedere giustizia secondo le regole della giustizia tradizionale. Il sistema di giustizia tradizionale però non tiene conto dei diritti umani, dei diritti delle donne e dei diritti fondamentali garantiti nella costituzione dell’Afghansitan.

 


In che modo possiamo supportare le donne e i bambini afghani?
Secondo le dichiarazioni delle autorità afghane sono 6 Mio. di bambini che attualmente frequentano la scuola. Ma pur secondo queste cifre il 30-35% dei bambini non hanno accesso alla formazione scolastica. Questi numeri sono semplici stime perchè l’ultimo censimento della popolazione afgana risale a più di 20 anni fa.
Nessuna delle agenzie delle nazioni unite e nessun organismo governativo finora ha fatto un nuovo censimento, pertanto non sappiamo quanti bambini vanno a scuola e quanti no.
La formazione scolastica è senz’altro il compito più importante per aiutare donne e bambini in Afghanistan. Grazie alle scuole di Shuhada le ragazze hanno potuto fare la maturità anche nelle zone remote dell’Hazarajat. Nel 2007 80 di loro si sono laureate all’università di Kabul in varie materie e non poche di loro sono tornate nelle loro regioni d’origine per insegnare, per lavorare negli ospedali e nelle ONG.
Alcune di loro grazie ad un microcredito hanno fondato una piccola radio locale nel distretto di Jaghori e gestiscono questa attività. Ogni piccolo contributo è in grado di migliorare la vita a donne e bambini afghani.

Tanti donatori si chiedono che senso abbia finanziare delle scuole per bambine in Afghanistan dove i taleban stanno riacquistando potere?
Finanziare le scuole in Afghanistan e mandare le bambine a scuola è molto importante. Così facendo si supporta la resistenza contro l’avanzare prepotente dei taleban. Per loro è molto più facile controllare ed influenzare una popolazione analfabeta e ignorante. Se, e dico se, i taleban dovessero riconquistare il potere questo significherebbe il fallimento di noi tutti, perchè ci sono soldati di 40 paesi diversi e ONG di un numero ancora maggiore di paesi impegnati in Afghanistan.
Quale futuro per l’Afghanistan?
I taleban non possono vincere perchè la loro mentalità non è di questo secolo. I nostri sono tempi diversi, tempi di globalizzazione, di tecnologia e loro portano avanti una mentalità del quattordicesimo secolo. C’è da dire che la comunità internazionale dovrebbe avere delle strategie diversificate per l’Afghanistan, non solo quella militare, che purtroppo oggi domina. E’ necessario combattere la povertà perchè il perdurare della povertà in una grandissima parte della popolazione significa la perdita di fiducia negli sforzi della comunità intenzionale che viene sempre più vista come invasore e questo manda la gente nelle braccia aperte dei taleben.
Gli afghani hanno bisogno di potersi fidare del loro governo e della comunità internazionale che distribuisce in modo equo gli aiuti e i fondi per lo sviluppo. L’Afghanistan per combattere la povertà ha bisogno di un programma di controllo delle nascite, forse anche ispirandosi a quello iraniano dove famiglie con più di 3 figli non hanno più diritto alle agevolazioni e all’istruzione pubblica.
La decisione di supportare le milizie tribali in Afghanistan non è una scelta felice perchè queste milizie sono fedeli ai singoli signori della guerra che possono cambiare fronte in ogni momento e di certo non aumentano la fiducia nel governo centrale. La comunità internazionale dovrebbe prestare maggiore attenzione alla popolazione che non è coinvolta nelle aggressioni, perchè il futuro di un Afghanistan pacifico sta in loro, specialmente nelle donne e nei bambini che sono la generazione a venire.
Una strategia vincente per l'Afghanistan richiede interventi più complessi che il semplice stazionare truppe nel paese. I russi negli anni ’80 avevano 110'000 uomini in Afghanistan e hanno perso la loro guerra. Ora ci sono 50'000 uomini di vari paesi stazionati in Afghanistan. Questo non può essere la soluzione.
La soluzione sta nel combattere la povertà, nella fiducia nel governo afghano che purtroppo oggi non c’è e nella distribuzione equa e giusta degli aiuti allo sviluppo. Così diamo sicurezza all’Afghanistan e nel contempo anche sicurezza a noi stessi. Salviamo la dignità umana. Un piccolo contributo può cambiare una vita.

Omid onlus e Solidarietà Ticino Afghanistan

Omid in persiano (una delle due lingue ufficiali afgane) significa speranza. Ed è proprio quello che ho tentato di portare con i progetti di scuole, ambulatori, corsi per ostetriche, pozzi, orfanotrofio, corsi di alfabetizzazione e dei diritti umani. Nella primavera 2001 sono andata per 3 mesi a vivere con i profughi afgani a Quetta in Pakistan. Ho dato una mano nelle scuole che sostenevo da tanti anni tramite un'associazione in Svizzera tedesca. La scuola era gestita dalla dottoressa Sima Samar, una donna medico afgana. Insieme ai miei studenti, durante la lezione di inglese, abbiamo tentato di scrivere una costituzione per l’Afghanistan.
Erano i tempi dei taleban e nessuno pensava che un anno più tardi effettivamente una commissione avrebbe iniziato a stilare una vera costituzione. Le ragazze, ce n’erano solo tre, e i ragazzi non avevano la minima idea della divisione dei poteri e dei diritti fondamentali e sono rimasta colpita dell’entusiasmo con il quale veniva discussa ogni cosa e di quanto erano specifiche e mirate le loro domande. Questo della costituzione è solo un esempio per dire quanta poca speranza in un futuro questi giovani avevano e di come mi sono sentita, tornando in Italia, nel mio mondo perfetto.
Nell’estate 2001 ho iniziato a raccogliere fondi e a costituire un’associazione in Svizzera italiana (Solidarietà Ticino Afghanistan) e una in Italia (Omid onlus). Ora finanziamo scuole per 7000 studentesse e studenti, decine di migliaia di persone vengono curate negli ambulatori da noi finanziati e abbiamo formato centinaia di ostetriche e insegnato a leggere e a scrivere a più di 2000 donne. Una cinquantina di bambine vivono nell’orfanotrofio da noi finanziato.
I progetti sono cresciuti a dismisura eppure siamo rimasti un piccolo gruppo di persone da contare sulle dita di due mani che crede in quello che fa e paga tutte le spese amministrative e anche i viaggi in Afghanistan di tasca propria.
Abbiamo un sito internet www.omid-onlus.org e un conto corrente: 8408,31 intestato ad Omid Onlus presso Monte dei Paschi di Siena – agenzia di Legnano – ABI 1030 – CAB 20200 Codice IBAN: IT 60 E 1030 20200 00000084831
oppure Conto corrente postale: 42703223
Indirizzo: Omid Onlus, Via Bonvicino 24a, 20025 Legnano, persona di contatto: Evelina Colavita evcolavi@tin.it
Solidarietà Ticino Aghanistan, Via Monte Generoso, 6874 Castel S. Pietro

L’associazione gemella in Svizzera è stata costituita nell’agosto 2001 e sostiene i medesimi progetti.
Conto corrente postale: 65-240698-1
Conto corrente bancario presso Banca Raiffeisen Balerna: 187719680272
Persone di contatto: Mirka Studer mstuder@ticino.com oppure Evelina Colavita evcolavi@tin.it

Un’adozione a distanza costa 150 Euro (240 Frs) all’anno. Una partecipazione all’ambulatorio costa 200 Euro (320 Frs.) all’anno.

Alla luce degli ultimi sviluppi in Afghanistan, spesso qui in Europa la gente mi chiede se ha senso costruire e mandare avanti scuole e tenere aperti ambulatori in un paese dove si uccide e si muore con tanta facilità. Mi sento di rispondere sempre di sì, perché l’istruzione è un investimento a lungo termine e solamente grazie all’istruzione le prossime generazioni afgane hanno un minimo di speranza.
Per quanto riguarda gli ambulatori, vi assicuro che la sofferenza della popolazione non ha nulla a che vedere con le follie di quelli che si battono per il potere.

Resoconto dei progetti 2007
Orfanotrofio di Jaghori (Provincia di Ghazni) 31'779 USD. Questo progetto è finanziato da un donatore privato che desidera rimanere anonimo.
3 Ambulatori a Ser-e-Jangle nella provincia di Ghor, Chawad (Nahoor) e Sar-e-ab nella provincia di Ghazni 123'583 USD
Scuola per bambine a Sar-e-kul, distretto di Yakawlang, provincia di Bamyan 2'739 USD.
Scuola nel distretto di Balkhab, provincia di Sar-e-Pul 8'218 USD. Nella scuola che è stata costruita l'anno scorso grazie ai fondi donati dall'associazione "La casa degli angeli di Daniele" insegnano 21 insegnanti ad un totale di 600 bambine e bambine. Lo stipendio mensile di un'insegnante nel 2007 ammontava a 25 Euro (40 Frs).
Scuole per bambine e bambini nel distretto di Shahristan, provincia Daikundi 26'604 USD. In questo distretto le spese di alcune scuole ora sono pagate dal ministero della pubblica istruzione afgano.
Scuole elementari, medie e licei a Sang-e-Masha, distretto di Jaghori, provincia di Ghazni USD 34'732.
Scuola elementare per bambine di Tabqoos, distretto di Jaghori, provincia di Ghazni. Spese correnti ammontano a 11'358 USD. La costruzione del nuovo edificio è concluso e la scuola. Questa scuola è finanziata dalla socia di Omid, Margret Bergmann.
La costruzione dell'edificio scolastico a Qaladari Loman, in provincia di Ghazni è terminato. La costruzione è stata finanziata dalla provincia di Bolzano, dalla Tavola Valdese, da Etica Mundi e Omid Onlus.
Scuola elementare di Panjaw, provincia di Bamyan USD 10'047.

28-10-2008

 

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