Rosaura Galbiati, Giappone oltre le porte

Antonietta Antelli



Come spesso accade nei volumi di Rosaura Galbiati, anche questo testo è un libro che deriva da un viaggio, ma il Giappone non è stato una meta come le altre (ammesso che si possa fare questo paragone), perché ha un po’ scombussolato l’autrice, che si scontra con l’avveniristica civiltà urbana che convive con la natura. Da qui il titolo e il richiamo alle porte che la scrittrice deve attraversare per spingere la conoscenza oltre la sua tradizionale zona di comfort.

Questo è un libro adatto a chi deve ancora andare in Giappone, perché è un compendio molto documentato su vari aspetti culturali e pratici della vita. Le solite guide non citano gli autori italiani e stranieri che hanno scritto sul Paese del Sol Levante, né tanto meno sanno integrare la storia delle arti visive, della letteratura e della natura con quello che si sta vedendo.

Adatto a chi c’è già stato ma vuole ricordare e approfondire quello che ha già visto.

Adatto a chi non ci andrà mai, per conoscere aspetti piacevoli e spiacevoli di un Paese così diverso da noi ed eventualmente rinfocolare o rivedere le proprie idiosincrasie.

Ovviamente, per chi conosce Rosaura, l’incontro con la natura è la fonte principale del suo benessere, per cui, quando si reca a Nagano o sulle pendici del monte Fuji, lo spettacolo delle montagne e dei boschi ha un grande effetto nel ristabilire il suo umore e riequilibrare le bruttezze cittadine che, con occhio estetico, non ha potuto fare a meno di notare. Anche se il rapporto dei giapponesi con la natura è particolare e non sempre gradito all’autrice, che nota

"È questa natura ripulita, la crescita di cui si impedisce l’arbitrario vegetare, è questo intervento a piegare le fronde nella forma ideale, a tagliare i rami nella studiata lunghezza, che non riesco a digerire del tutto".

I viaggi sono sempre anche difficili, faticosi e complicati, e in questo libro Rosaura ci fa sperimentare tutti gli stati d'animo che accompagnano sempre l’avventura (e qualche volta la disavventura): stati d'animo che ci portano cambiamenti, adattamenti e stravolgimenti importanti che modificano il nostro modo di guardare la vita e fanno crescere la nostra autostima.

Il viaggio, organizzato in autonomia in un'epoca, il 2014 ,in cui era ancora scarso l’aiuto che i cellulari potevano dare al viaggiatore indipendente, è stato anche fonte di stress e di inconvenienti, a volte dovuti alle incomprensioni, a volte alle condizioni atmosferiche non sempre ottimali; gli inconvenienti di un itinerario "fai da te" che, come ci ricordava una pubblicità di qualche anno fa, "può fare male". Ma non è questo il caso di Rosaura che, essendo una viaggiatrice intrepida e di lunga data, si sottopone alle inevitabili fatiche con ardore.

In fondo all’autrice piace andare per vedere e non per giudicare, andare per assaggiare tutto senza fare paragoni, con una smania di sapere e di arricchire la propria conoscenza che non è fatta solo di libri, ma anche di emozioni, odori e occhiate scambiate con chi non si incontrerà mai più, ma che occupa ugualmente un pezzettino della nostra umanità.

L’autrice oltre a essere una viaggiatrice/scrittrice è anche da anni femminista militante della Libera Università delle Donne di Milano, e per questo ha un occhio particolarmente attento alle situazioni di oppressione patriarcale che riguardano le giapponesi, come il culto dei “Bambini mai Nati” che ha subito una forte involuzione rispetto alla tradizione e con la crescita del nazionalismo e la sua concezione della donna madre e procreatrice rischia di colpevolizzare le donne che ricorrono all’aborto.

È veramente difficile orizzontarsi nelle religioni giapponesi tra Buddismo, Scintoismo, Zen (nelle varie declinazioni delle numerose sette presenti sul territorio) e Confucianesimo. Anche l’autrice, pur ammettendo il suo sgomento, rimane incantata dalle profonde contraddizioni tra le vette di spiritualità ascetica e quelle di semplice pregiudizio.

L’impatto con la cucina giapponese, ritenuta spiritualmente (nonostante ci si ostini a mangiare carne di balena) la più raffinata al mondo, porta alla conoscenza di un modo di intendere il cibo diverso dal nostro: porzioni parche e cibi che devono mantenere sapore e aspetto naturali. Pur nella grande abbondanza di pesce non manca la carne, come il manzo di Hida che si può gustare nella regione di Takayama, dove è possibile ristorarsi in uno dei famosi bagni termali.

Il testo rende conto degli aspetti più comuni nell'immaginario occidentale: dal quartiere delle geishe, così come i Manga, che qui vengono accuratamente contestualizzati e spiegati ben oltre la normale banalizzazione.

Il grande lavoro che Rosaura Galbiati deve fare su di sé è quello che viene esplicitato quando scrive: "Devo accettare di non capire". Operazione molto complicata per un'autrice così portata all’approfondimento e all’introspezione; ma davvero il Giappone, così ricco di contraddizioni, è un Paese quasi insondabile: credo che l’essere occidentali renda impossibile comprenderlo fino in fondo. Eppure non si può che rimanerne affascinati, proprio per gli aspetti della cultura così stravaganti per noi; di questo Rosaura ci rende conto, avendo voluto partecipare a spettacoli e festival molto particolari e al di sopra della comune esperienza del normale turista, come il teatro Kabuki di Tokyo o la sfilata del Jidai Matsuri Festival di Kyoto, che comprende anche le personalità femminili che hanno caratterizzato, in diverse epoche, la storia e la cultura del Giappone.

Grazie a un equivoco tipico dei viaggiatori, Rosaura sperimenta anche i Love Hotel, ovvero l’equivalente degli hotel a ore diffusi da noi sotto forma di motel un po’ squallidi. Anche qui ci viene sottolineata l’incredibile laicità del rapporto dei giapponesi con il sesso: non avendo una mentalità puritana con cui fare i conti, possono tranquillamente dedicarsi alla sessualità privi di sensi di colpa, ma anche con una latente inclinazione alla pedofilia e la vistosa sessualizzazione delle divise scolastiche.

In definitiva, Giappone oltre le porte non è soltanto il resoconto di un itinerario geografico, ma un vero e proprio viaggio di formazione e disorientamento.

Rosaura Galbiati ci regala una testimonianza colta e al contempo intimista, capace di smontare gli stereotipi sul Sol Levante per restituirci la complessità di un Paese inafferrabile. Un libro prezioso, che invita a viaggiare non per trovare conferme, ma per accettare la bellezza di ciò che sfugga alla nostra comprensione.

 

Rosaura Galbiati, Giappone oltre le porte,

2026, BookTribu ed, p. 219, € 22.00


 

 



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