Cerchiamo di creare nuove opportunità relazionali

di Patrizia Colosso


Tamara de Lempicka

 

Leggevo in questi giorni le dichiarazioni di Maria Soledad Cazorla, Procuratore contro la violenza domestica nominata dal governo Zapatero, che, commentando i risultati ottenuti dopo l’introduzione della nuova legge contro la violenza, una delle più avanzate d’Europa,  afferma: “la legge è importante perché contribuisce a fornire tutti i mezzi per proteggere una donna, ma non cambia la società”. Infatti il governo socialista ha istituito una nuova materia scolastica obbligatoria, l’ “Educazione per l’uguaglianza e contro la violenza di genere”.

Quando si dice pensare in grande: è evidente che non si risolve tutto con la bacchetta magica, ma ciò che conta è avere il coraggio di dire che di certi argomenti bisogna tornare a parlare e che la scuola deve riprendere la sua funzione di educare, oltre a quella di istruire, e di formare delle cittadine e dei cittadini consapevoli .

Qui da noi sembra giunta in dirittura d’arrivo la proposta su cui molto si è spesa Titti De Simone di inserire il reato di omofobia nella legge Mancino contro la violenza motivata dall’odio; la legge prevede  la repressione di ogni forma di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l’ identità di genere; si estende poi il divieto delle organizzazioni aventi lo scopo di incitare alla discriminazione fondata su tali 'motivi'. Dico “sembra” perché al di là del ping-pong monotematico PACS sì - PACS no messo in scena dal solito carrozzone che si muove, identico a se stesso, di palinsesto in palinsesto, nulla emerge dal mondo mediatico.

Eppure è di questi giorni l’aggressione in un locale gay a Bari di un ragazzo finito in ospedale con 18 punti di sutura; per non dire di tutti gli  episodi di intolleranza e di violenza ai danni di  lesbiche e gay culminati con lo stupro a Torre del Lago dell’estate scorsa.

Eppure, si parva licet, è successo che  quest’estate, come Lista Lesbica Italiana, avremmo dovuto tenere un workshop contro l’omofobia dal titolo Gender Trouble. Viaggio tra i generi per sconfiggere l'omofobia durante il Roverway a Firenze, cioè il raduno europeo degli scout, cui hanno partecipato più di 5000 ragazze e ragazzi scout, ma pochi giorni prima l’appuntamento è stato cancellato per le forti pressioni di Agesci la componente cattolica maggioritaria.

C’era una volta, con il precedente governo di centrosinistra, un protocollo d’intesa presentato dall’Agedo al Ministero della Pubblica Istruzione per poter entrare nella Scuola a parlare di omosessualità e omofobia: che fine ha fatto? Non sarebbe il caso di riproporlo, magari da chi è tutto pappa e ciccia con le ministre di turno?

Si moltiplicano le notizie di cronaca con minorenni che stuprano o tentano di stuprare in branco le coetanee: non sarebbe questa un’ottima occasione per affrontare in modo intelligente il discorso più ampio della sessualità e del rispetto dell’altro?

Possiamo continuare a demandare alla televisione, quando va bene, l’educazione delle nuove generazioni? E se una come la Binetti si sente autorizzata a censurare preventivamente un film corretto e rispettoso come il Padre delle spose di Lino Banfi solo perché le protagoniste sono due donne lesbiche sposate tra loro, c’è qualcosa che non va; ma che sia Luciana Litizzetto la sola a gridarne l’aberrazione preoccupa anche di più.

Certo che quasi 8 milioni di persone abbiano seguito il programma di Banfi su RAI 1 dimostra invece come la “società” sia molto più evoluta di quanti fingono di rappresentarla. Lo stesso ci conferma lo splendido successo di quei Pride costruiti collettivamente con un coinvolgimento diretto della società reale come quello di Torino 2006 o di Bari 2003 per non parlare di Roma 2000.

In realtà il movimento GLBT italiano è vitale e creativo capace di mettere in cantiere iniziative creative e dirompenti: penso alla recentissima LAYCA a Verona in occasione della visita di Ratzinger con convegni e annessa “Frocessione”; o alla manifestazione NO VAT per la laicità che verrà riproposta anche quest’anno. Penso anche alla campagna di Facciamo Breccia Adotta un’anatrella per denunciare l’ipocrisia dell’autore della voce omosessualità del Lexicon vaticano, tal Tony Anatrella, appunto, ora inquisito a Parigi per abusi sessuali nei confronti di due ragazzi. E ancora il lavoro caparbio e le elaborazioni di tante e di tanti ognuno nella propria realtà e le esperienze sul Web come quella di Lista Lesbica che riesce a connettere in una piazza virtuale oltre 800 donne in Italia e nel mondo.

L’augurio è che tutto ciò non venga sacrificato in nome di un riconoscimento legale che seppur legittimo e scontato in un paese civile rischia di essere superato prima ancora di entrare in vigore; è di questi giorni una norma della finanziaria adattata in modo da non poter essere estesa agli eventuali PACS. Continuiamo a lottare anche per questo magari alzando la posta: diritto di cittadinanza vuol dire uguaglianza reale e in tutti i campi per tutte e tutti. Ma non dimentichiamo nel frattempo di coltivare le nostre differenze, la ricerca di modelli di relazione e di desiderio che fanno della nostra esperienza un’opportunità che non possiamo sprecare.

Concludo con alcune affermazioni di un Foucault poco conosciuto, tratte da  “Conversazione con Michael Foucault : Il trionfo sociale del piacere sessuale” a cura di Gilles Barbette. A proposito della cultura gay Foucault auspica: “una cultura in senso lato, una cultura che inventi modalità di rapporti, modi di esistenza, tipi di valori, forme di scambio tra individui che siano veramente inedite che non siano omogenee né sovrapponibili alle forme culturali generali […] Invece di affermare quel che si è sostenuto in una certa fase:  “cerchiamo di reintrodurre l’omosessualità nella normalità generale dei rapporti sociali”, dire al contrario: “No, facciamola sfuggire per quanto possibile al tipo di relazioni che ci viene offerto nella nostra società , e cerchiamo di creare, nello spazio vuoto dove ci troviamo, nuove opportunità relazionali.”  Proponendo un diritto relazionale innovativo, vedremo che persone non omosessuali potranno arricchire la loro esistenza modificando il proprio schema di rapporti.

 

 

Patrizia Colosso
Presidente Associazione Lista Lesbica Italiana