Cous cous

di Sara Sesti

 

Protagonista del film è la famiglia allargata di Monsieur Beiji (Habib Boufares), operaio sessantenne di origini tunisine che, dopo aver lavorato per 35 anni nei cantieri navali di Sète, vicino a Marsiglia, viene bruscamente liquidato.

Per tenere viva la speranza di un domani migliore e nonostante le difficoltà finanziarie, l'uomo decide di aprire un ristorante di cous cous su una nave dismessa. Intorno a lui una burocrazia ostile e un razzismo educato, ma anche il sostegno di tutti i familiari. E sono davvero numerosi in quanto Habib è divorziato, vive nel piccolo albergo della nuova compagna con la figlia di lei, ma è ancora fortemente legato ai figli del primo matrimonio e all'ex moglie.

Due famiglie in cui gli uomini creano problemi e non sanno come risolverli, mentre le donne, pur con invidie reciproche e frustrazioni, riescono a prendere in mano le situazioni cercando una qualche soluzione.

Neorealista nelle recitazioni, in parte patetico in parte comico, il film è osannato dalla critica. Chi non sopporta le adunate familiari, rischia però una crisi di nervi: interminabili pranzi domenicali dove tutti parlano a voce troppo alta; scenate per gelosie o invidie; urla, pianti; discussioni interminabili (almeno 20 minuti) sul perchè il nipotino non riesce ancora a fare la cacca sul vasino o sul costo annuale dei pannolini...

Le sequenze belle sono due, entrambe alla fine del film. Per intrattenere i primi importanti clienti del ristorante in modo che non si accorgano dei ritardi causati dalla sparizione del cous cous, la figliastra (Hafsia Herzi) intraprende una interminabile danza del ventre. È una giovane cicciottella, con la pancia sporgente, ma la sua danza è davvero sensuale ed emozionante. Più tardi, tre ragazzini rubano il motorino al protagonista che, nel tentativo di raggiungerli correndo senza fiato, si accascia stroncato (un omaggio a "Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica).

Abdellatif Kechiche è uno dei registi europei più apprezzati: dopo il successo nel 2000 con l'opera d'esordio Tutta colpa di Voltaire e il successivo trionfo ai Cesar del 2005 con La schivata, si è guadagnato con Cous cous il Premio Speciale della Giuria e il Premio Mastroianni per l'attrice rivelazione Hafsia Herzi, al Festival di Venezia 2007.


29-01-08

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