Ecco, adesso si misurerà se gli americani consumano, con la guerra, perché se loro consumano, allora l'economia va bene. L'economia mondiale si basa sui buoni consumi dei buoni consumatori americani. Alla fine la guerra è soprattutto un tentativo violento di riportare la fiducia in un modello. Gli americani devono avere fiducia nel proprio modello. E non c'è altro modo per rafforzare questa fiducia che andarsene in giro a bombardare un po'.

Sull'Economist registrano quante volte il termine "recessione" appare su giornali e riviste nel mondo. È una idea tutt'altro che stupida, è il termometro del famoso "clima di fiducia". Eppure è, semplicemente, un termine. Ma tanto più simbolico di un'economia completamente gonfiata, inventata, fantasmagorica.

Se pensi che stanno facendo una guerra sulla base di un termine: "terrorismo"… Sono le parole magiche.

Oggi ho avuto un'esperienza pazzesca. Ho accompagnato un'amica da Trony, in un ipermercato. Arrivi, posteggi, sali sulla scala mobile e comincia la canzone di Louis Armstrong "What a wonderful world". Tutto intorno ci sono scritte "Ottimismo, ottimismo, ottimismo". Poi svolti a destra, e c'è un'altra scala mobile, e lì invece c'è uno schermo con la musica di John Lennon, "Imagine". Alla fine entri e ci sono tutti i reparti, pieni di roba da comperare. Insomma, ti preparano: "Il consumatore è un lavoratore che non sa di esserlo."

Altre "parole magiche", da Gore Vidal. A parte la famosa "enduring freedom", ci viene detto che il Pentagono aveva inventato negli anni "desert storm", poi "ghost dancer" "distant runner" "red dragon"…