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Voglio parlarvi di qualcosa di più della mia recente identificazione con la religione musulmana. Addirittura, io mi trovo dalla parte dei talebani, non perché hanno imposto le leggi shari'a, ma perché io voglio vedere i morti americani. Capite che cosa sto dicendo? Morti, quelli di cui noi tutte abbiamo orrore. Chi vuole la violenza? Io, onestamente, in questo momento: voglio vedere dei body bag americani: viene fuori la mia anima talebana. È assurdo, è pazzesco. Ma hanno quest'arroganza di bombardare con gli aerei oggi in Afghanistan, domani in Somalia, poi in Iraq ma chi siete? Ma cosa siete? Ho parlato con una mia cara amica in Pakistan, le ho chiesto: "Cosa si dice lì della guerra?" "La sensazione generale è che ci siamo svenduti, svenduti e svenduti, senza opporre alcuna resistenza". Io sento il grande dolore di questa nostra umiliazione collettiva che mi acceca. Io, al contrario, sento solo una infinita tristezza. Non ho voglia di arrabbiarmi. Entrambe sono dimensioni negative, ma molto diverse tra loro. Aumenta la mia malinconia, sarà che mi sento più fragile, in questa fase della mia vita. Sento di precipitare tra maggiori difficoltà. Non ho giustizia e sono triste. Io somala che non posso dimenticare che i somali per primi hanno fatto quello che hanno fatto alla loro terra. Voglio restituire responsabilità anche a loro. Non posso dimenticarmi che mio padre è stato in carcere a Mogadiscio per nove anni. In fondo vorrei che fossero stati gli americani a farlo. No, morti non ne voglio comunque. Durante la guerra del Golfo un'amica mi raccontava di aver letto la "Venezia salva" di Simone Weil. Mi descriveva il tragico discorso dei prigionieri, di quelli che hanno perso e che sognano il sogno del vincitore. Ma oggi è sempre più vero quello che dice Nicoletta: "Oggi sono vincitori solo quelli che hanno già vinto". Tutto il potere Usa ha radice nella dipendenza perversa del secondo mondo dal primo mondo, perché sono solo due, poche storie, non ci sono un terzo e un quarto mondo
si dice primo e terzo. Il secondo sarebbe troppo vicino al primo. |