L'ERA DELL'ASSURDO
di Maria G. Di Rienzo

foto di Alexandra Boulat
Ogni tanto, perché la realtà è sempre più sfrenata della fantasia, scrivo
lettere strambe indirizzate a sovrani, eccellenze religiose, reali
ambasciate, uffici per la prevenzione del vizio. Sembra un viaggio nel tempo
e, se proprio devo dire che tempo mi sembra, direi un¹età oscura, confusa e
violenta.
L'era dell'assurdo, in cui spariscono compassione, logica,
coscienza, e persino l'umile buonsenso. Perché se le lettere suonano assurde
fin dall'intestazione in cui sta scritto il destinatario, le storie che le
provocano lo sono ancora di più: una vedova di 75 anni viene frustata perché
si è fatta portare cinque pagnotte dal vicino di casa, nipote tra l'altro
del marito defunto, e ciò rivela per la polizia religiosa saudita l'intento
di "commettere atti di corruzione"; una ragazza pakistana di 17 anni viene
bastonata per strada, tenuta inchiodata a terra da quattro virtuosi talebani
e battuta dal quinto, perché accusata di avere una "relazione illecita"; una
giovane femminista iraniana viene torturata in carcere per aver raccolto
firme che chiedono al suo paese di garantire uguali diritti alle donne, e
così via.
Sua Maestà, Sua Eccellenza e la Reale Ambasciata devono essere abbastanza
stanchi di me e, in effetti, anch'io lo sono un po' di loro. Ma la cosa più
assurda di tutte è che ben pochi altri si prendono la briga di disturbarli.
Dopo l'omicidio di Sitara Achakzai, consigliera provinciale afgana e
attivista femminista, nello scorso aprile, una delle mie amiche del luogo mi
ha scritto: "Stiamo impazzendo. Non sappiamo mai chi sarà la prossima a
subire un attentato, ad essere sfregiata dall'acido, mutilata, uccisa. La
cosa terribile è che al mondo intero questo sembra non interessare affatto".
Sitara, un mese prima di essere assassinata, aveva organizzato per l'8 marzo
un incontro di preghiera per la pace a cui avevano partecipato 1.500 donne.
Chi l'ha uccisa si chiama Qari Yousef Ahmedi, portavoce talebano, che si è
vantato pubblicamente dell'omicidio. Non mi risulta che si trovi in carcere.
Porgo le mie scuse a Vostra Altezza, a Sua Eccellenza e Sua Eminenza, ma non
mi si sono ancora consumati né inchiostro né spirito.
(da Minime de La nonviolenza in cammino)
1-08-2009
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