| Premessa
Dopo gli incontri del 28 febbraio e del 6
marzo a Parigi organizzati dalla Commissione delle Donne del Consiglio
Nazionale della Resistenza Iraniana, in seguito alle discussioni emerse
dai dibattiti svolti, è nata la proposta di dar vita ad una federazione
internazionale delle donne contro l’integralismo islamico. Si è discusso
negli incontri della formazione d’associazioni nei singoli paesi con
obiettivi prefissati. I comitati direttivi delle singole associazioni
avrebbero partecipato alla conferenza stampa che si dovrà tenere il 7
aprile a Ginevra, ove verrà lanciata, appunto, la costituzione
internazionale delle donne contro l’integralismo.
Obiettivi
- Formazione di una rete
internazionale di donne contro l’integralismo e le repressioni che
denunci ogni discriminazione contro le donne;
- Rivelazioni delle leggi
e teorie misogine che in Iran sono diventate leggi dello stato
integralista;
- Distinzione tra
integralismo e Islam, impedendo l’abuso dell’Islam fatto dagli
integralisti nella repressione di donne;
- Organizzazione di
campagne umanitarie contro i peni crudeli e le leggi misogine che in
nome dell’Islam vengono applicate alle donne;
- Proposte per ottenere
pari opportunità e la partecipazione delle donne alla leadership
politica;
- Diffusione delle idee e
dei programmi avanzati dalla signora Maryam Rajavi contro l’integralismo
e contro ogni misoginia;
- Raccolta di fondi da
enti, organizzazioni, associazioni, etc. per attuare gli obiettivi
prefissati e per affrontare i casi urgenti.
Pertanto, proponiamo di dar corpo, anche in Italia, ad una tale rete, con
il relativo comitato direttivo.
I comitati direttivi dei vari paesi annunceranno la formazione della
Federazione Internazionale delle donne contro l’integralismo islamico
durante una conferenza stampa che si terrà a Ginevra il 7 aprile.
Le associazioni e le loro rappresentanti che intendono collaborare con
questa federazione possono contattare il sito
www.donneiran.org .
Fondata la federazione Internazionale delle donne contro integralismo e
per uguaglianza
Ginevra:
7-04-2004
I rappresentanti delle organizzazioni e
delle federazioni per la difesa dei dritti delle donne provenienti da
venti paesi tra cui America,Canada, Inghilterra, Francia, Germania,
Svezia, Norvegia, Danimarca, Swizzera, Tunesia, Algeria, Sudan, Somalia,
Italia, Grecia, Belgio ed Australia, in una conferenza tenutasi a Ginevra
hanno reso pubblica la fondazione della Federazione Internazionale delle
donne contro integralismo e per uguaglianza, in cui ha lanciato un appello
per salvare le vite di mille donne membri della resistenza Iraniana che
attualmente si trovano in Iraq.
Nella seduda odierna della conferenza è stata sottoscritta una
piattaforma contro integralismo islamico e la loro politica misogenica.
Inoltre è stata scelta la signora Elizabet Sidny, famosa difensore dei
diritti delle donne e presidente delle Rete Internazionale Liberale in
qualità della presidente della nuova Federazione. La presidenza della
Federazione è composta da un comitato esecutivo di sette persone per la
durata di un anno.
Durante i lavori la signora Fabian Bonion presidente delle
Commissione Governativa per la parità tra i sessi del cantone di Ginevra
ha detto "E’ da anni che sia in qualità di politico e deputato e sia nella
mia attuale posizione nella commissione di pari opportunità sostengo la
lotta del popolo iraniano contro l’integralismo e per l’uguaglianza. Noi
tutti ricordiamo che il governo iraniano ha ammazzato in questa città il
nostro amico dottor Kasem Rajavi. Noi in particolare sosteniamo le lotte
delle donne iraniane. E’ il compito di noi donne di far conoscere
all’opinione pubblica questo grande pericolo. E ciò è realizzabile solo
attraverso la solidarietà e collaborazione di tutti noi.
La sig.ra Salkia Venger, deputato al parlamento di Ginevra ha
detto: Io sono ben alla conoscenza del problema dell’integralismo contro i
diritti delle donne e in particolare appoggio la lotta delle donne
iraniane. Noi donne dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica e ciò è
possibile solo attraverso la solidarietà e la collaborazione di tutti noi.
La sig.ra Lond, giurista e esponente di spicco nelle difesa dei
diritti umani in Danimarca, presentando un rapporto sul suo ultimo viaggio
in Iraq ha ribadito: Oggi giorno il più grande pericolo per i diritti
delle donne viene dall’integralismo religioso. E la cosa che mi preoccupa
maggiormente è la situazione in cui versano mille donne Mojahedin che
attualmente si trovano nella Base Ashraf e che rischiano la vita e noi
dobbiamo urgentemente fare qualcosa per salvare le loro vite.
La sig.ra Margharet Oen, giurista britannico sottolineando la
necessità della formazione di questa federazione ha affermato che
nonostante l’esistenza delle convenzioni varie in sostegno dei diritti
delle donne, purtroppo la loro situazione è in via di decadimento e i loro
diritti sono sottoposti all’aggressione degli integralisti.
La sig.ra Onil Flora, presidente dell’Organizzazione per la
difesa dei lavoratori emigrati in Francia, la sig.ra Erica Dobier,
ex deputato ed ex presidente della sezione ricerche e istruzioni presso il
Museo Antropologico di Ginevra, la sig.ra Ewa Fagher, presidente
gruppo Lobby femminile svedese, la sig.ra Habibe Nafisi,
presidente dell’Organizzazione delle donne tunisine in Francaia, la sig.ra
Ghereta Tulman, editore tedesco, la sig.ra Ayeshe Edrisi,
presidente dell’Organizzazione donne sudanesi, la sig.ra Monica Agost,
presidente dell’università delle lingue all’università Albertay di Canada,
la sig.ra Yolanda Veltry, rappresentante dell’Organizzazione
Helsinky Watch d’Italia, la sig.ra Nena Ventaso, attrice e famosa
femminista greca, la sig.ra Agnes Bolsu, docente dell’università
di Oslo di Norvegia e la sig.ra Kubi Fukht, famosa attivista per
i diritti umani in Olanda durante i loro interventi hanno espresso le loro
opinioni riguardo la necessità della formazione della federazione e della
lotta all’integralismo e per l’uguaglianza. Inoltre molti altri
parlamentari e personalità di spicco politico e difensori dei diritti
umani di varie provenienza inviando messaggi di solidarietà e di appoggio
alla costituzione della federazione. I partecipanti alla conferenza
approvando un “ appello degli obiettivi”, e soffermando sul fatto che “
oggi la minaccia da parte degli integralisti in vari paesi del mondo è
qualitativamente incrementato contro i diritti e le libertà delle donne e
perfino in alcuni paesi la feroce repressione delle donne ha trovato pure
la copertura legale “, dichiarano:” Noi profondamente crediamo che il
successo nella lotta all’integralismo e nella realizzazione degli
obiettivi di uguaglianza è condizionato alla partecipazione delle donne
nella leadership della società”.
La Federazione, nei suoi programmi, ha messo in primo pianola rivelazione
delle opinioni e politiche misogeniche repressive e discriminatorie degli
integralisti, la lotta alle feroci condanne usate contro le donne in
particolare la pena di lapidazione nonché la propaganda della necessità
della partecipazione delle donne alle decisioni politico economiche in
varie società.
La Conferenza di Ginevre in una risoluzione intitolato” l’Appello per
salvare le vite di mille donne antiintegraliste” ha ribadito:” Gli sforzi
del regime iraniano focalizzati per l’estradizione e per sottoporre alle
pressioni mille donne dissidenti iraniane che da anni vivono in Iraq ha
causato la preoccupazione di tutti gli attivisti dei diritti delle donne e
dei difensori dei diritti umani. L’estradizione di queste donne, come
avanguardie del movimento per l’uguaglianza in Iran e nel mondo musulmano
avendo, portatrici del ruolo del leadership nel movimento della resistenza
iraniana, non solo porterebbe loro alla morte e tortura, bensì nel mondo
di oggi sarebbe un grande colpo al movimento per l’uguaglianza. Queste
donne portatrici della propaganda di un Islam democratica per uguaglianza
tra i sessi, senza dubbio giocano un ruolo assai importante nel
circoscrivere il fondamentalismo e il misogenismo nella regione.
La Federazione ha chiesto all’America
e ai suoi alleati della coalizione di garantire la sicurezza di queste
donne sulla base delle convenzioni internazionali e il riconoscimento dei
loro diritti in Iraq. Inoltre ha sollecitato tutti i difensori dei diritti
delle donne di aderire a questo appello soccorrendo le loro sorelle
iraniane. Fin dall’aprile 2003 quattromila Mojahedin iraniani si trovano
in uno stato di fermo dalle forze americane di cui il regime iraniano
chiede l’estradizione. Tra loro 1000 persone sono di sesso femminile.
La segreteria della Federazione Internazionale delle donne contro
l’integralismo e per l’uguaglianza.
Ginevra Aprile 2004.
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