C’è un giudice per Gaza?
Convegno internazionale
Fondazione Lelio Basso
Roma, 22 maggio 2009
Promemoria sintetico di Maria Grazia Campari

9 giugno 2009, da ingaza.wordpress.com
Salvatore Senese (Presidente del Tribunale Permanente dei Popoli)
Il fondamento del Tribunale si colloca nella pista aperta da Lelio Basso 30 anni fa attraverso varie denunce del vuoto nel diritto internazionale rispetto alla volontà di donne e uomini di perseguire la pace attraverso attraverso azioni di reciproco sostegno e solidarietà (avvenne per il Vietnam e l’America latina)
Anche la Fondazione Russel ha espresso la volontà di contribuire alla costituzione di un tribunale della opinione pubblica internazionale sui fatti di Gaza e questo intento è stato raccolto da un gruppo internazionale di avvocati che hanno anche contribuito alla stesura della denuncia al Procuratore generale presso la Corte Penale Internazionale (varata con Trattato di Roma e operativa dal 2002 con 160 Stati aderenti, eccetto Cina USA; Israele).
L’Autorità Palestinese ha posto nel gennaio 2009 la propria candidatura per aderire alla Corte Penale Internazionale con effetto retroattivo dal 2002 ciò che depone a favore di una impostazione che sostituisce il diritto alla violenza nei rapporti internazionali.
Gilles Devers (avvocato in Lione Fr)
Si è voluta promuovere una sede giurisdizionale di responsabilità per i crimini commessi a Gaza.
Si è iniziato con una petizione alla Presidenza francese in base al Trattato di Roma e agli impegni assunti in difesa dell’ordine giuridico internazionale. Se ne è informata la pubblica opinione senza tuttavia ricevere risposta, allo stato.
Si è allora proceduto in base all’art. 15 dello Statuto della Corte alla denuncia dei fatti a noi noti con richiesta al Procuratore generale di prendere iniziative e investire la Camera Preliminare della Corte. Alla denuncia hanno preso parte varie ONG e il responsabile per i diritti umani del Centro palestinese.
L’ufficio del Procuratore è stato indotto ad aprire l’inchiesta sui fatti più gravi, che è un iniziale successo.
Molti Paesi arabi hanno concordato sul ricorso alla Corte e possiamo ritenere che sia possibile partire dalla Palestina per dar corso al bisogno di giustizia sui diritti umani violati.
Per superare gli scogli del Trattato di Roma bisognerebbe che l’Autorità palestinese fosse ratificata come Stato membro ai fini politico giuridici dello Statuto della Corte Penale Internazionale.
Mireille Fanon Mendes France (Presidente Fondazione Franz Fanon, membro dell’associazione francese Ebrei per la pace)
Gli ebrei per la pace che rappresento considerano che i crimini commessi a Gaza colpiscano l’umanità della comunità internazionale; se restassero impuniti sarebbe un cedimento degli ideali di giustizia quindi è indispensabile riuscire a sottomettere Israele a giudizio sulla base dello Statuto della Corte Penale Internazionale anche se come Stato non fa parte di quelli che l’hanno sottoscritto: è un portato dei principi di giustizia universale poter agire contro quei crimini.
Eric David (docente diritto pubblico internazionale Università di Bruxelles)
I crimini sono stati commessi su quello che va considersto il territorio di uno Stato membro (la Palestina che ha aderito alla Corte Penale nel gennaio 2009) quindi devono essere perseguiti anche se commessi da uno Stato –Israele- non membro.
In effetti, l’ostacolo accampato di non essere stato la Palestina può essere superato. Infatti, sono entrati all’ONU come Stati la Bielorussia, Sarawi e Guinea Bissau quando c’era l’occupazione portoghese e la Namibia quando era occupata dal Sud Africa: tutte queste collettività sono state trattate come Stati. Inoltre la Palestina è stata riconosciuta come Stato da 30 Stati membri della Corte Penale e non è necessario il riconoscimento da parte di un numero minimo di Stati per essere riconosciuti come tali.
Giuseppe Palmisano (docente diritto internazionale Università di Camerino)
Sottolinea che l’intervento armato in Kossovo è stato sostenuto in base a ragioni di difesa dei diritti umani violati mentre per la Palestina nulla si è fatto. Inoltre la Bolivia ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU un refer verso la Corte Penale e dovrebbe essere di stimolo ad altri Stati che non lo stanno facendo. L’obbligo di far rispettare il diritto umanitario grava su tutti gli Stati che hanno adetrito alla Corte Penale e anche se Israele non è fra questi tuttavia ha aderito alla convenzione di Ginevra e dovrebbe bastare.
Certo la Camera Preliminare della Corte potrebbe negare alla Palestina la qualità di Stato e il conflitto fra Fatah e Hamas rende più spinoso il problema di concepire un governo autonomo palestinese. Tuttavia l’Autorità palestinese è invitata al Consiglio di Sicurezza ONU quindi assimilata ad uno Stato.
Antoni Pigrau Solé (docente di diritto internazionale pubblico Università di Tarragona, membro Tribunale dei Popoli)
Problemi politici evidenti impediranno al Consiglio di Sicurezza ogni intervento di sollecitazione alla Corte Penale Internazionale. Ma sarebbe sufficiente che la Corte considerassa la Palestina uno Stato ai fini del suo Statuto. Pensando alla Namibia che ratificò il trattato di ginevra prima dell’indipendenza, bisogna dire che la palestina è in situazione migliore perchè l’Autorità palestinese ha un controllo mggiore sul suo territorio.
Inoltre va detto che la responsabilità per la protezione dei diritti umani nei territori occupati è oltre che dello Stato occupante Israele anche di tutti gli Stati che hanno aderito al Trattato di Ginevra quindi nostra di europei.
Luisa Morgantini (vicepresidente Parlamento europeo) non si presenta nè è presente alcun altro rappresentante istituzionale europeo.
Leyla Shahid (responsabile delegazione palestinese dell’OLP presso Unione europea, Belgio, Lussemburgo)
Se si prova la illegittimità/illegalità della politica israeliana nei territori occupati, qualunque sostegno da parte di altri Stati è ugualmente illegale e bisogna denunciare questa pratica come infrazione delle regloe del diritto costruendo gruppi misti di giuristi palestinesi e occidentali.
L’Europa eroga miliardi di aiuti alla Palestina ma evita di riconoscerla come Stato mentre gli Stati dell’Europa dell’est sotto l’influenza sovietica l’avevano riconosciuta
Occorre creare un Tribunale di opinione pubblica internazionale.
Roland Kessous (avvocato generale della Corte di Cassazione Parigi)
i crimini di guerra commessi con l’operazione di Gaza sono tali in base al protocollo di Ginevra divenuto diritto internazionale consuetudinario che obbliga quindi anche chi non l’ha sottoscritto. Eventuali presenze di terroristi non giustifica per nulla azioni contro i civili.
Flavia Lattanzi (docente di diritto internazionale. Giudice del tribunale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia)
Vi può essere un altro modo per attivare la Corte Penale internazionale ed è un refer da parte di uno Stato aderente (es. Italia) che biffa il filtro autorizzativo (o meno) della Camera Preliminare
Bisogna che si facciano iniziative che sensibilizzino popolazioni e giuristi europei creando un’opinione pubblica qualificata.
14-06-2009
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