IPAZIA LA DONNA CHE SFIDÒ LA CHIESA

di Roberta de Monticelli

 




"Lo so,/per noi tutti che vi fummo insieme in quei tempi/ Alessandria vibra ancora della sua febbre fina/ e anche del suo un po' frenetico deliquio..."
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Così Sinesio di Cirene, dotto poeta e ragionatore alessandrino, ricorda la città della sua giovinezza. La città dove si era consumata, fra la fine del IV secolo e l' inizio del V, nell' incendio della più grande biblioteca dell' Antichità, l' ultimo "sogno della ragione greca": simbolicamente massacrata nel marzo del 414 nel corpo di Ipazia.

Essa fu matematica e filosofa neoplatonica, commentatrice di Platone e Plotino, Euclide, Archimede e Diofanto, inventrice del planisfero e dell' astrolabio - secondo quanto ci riportano le poche testimonianze giunte fino a noi.

Perché della sua opera, come di quella del padre Teone, anche lui grande matematico, non c' è rimasto nulla. Eppure quei frammenti bastano a testimoniare la fama e l' ammirazione di cui godeva questa donna, che in Alessandria teneva scuola di filosofia.

La sua uccisione, scrisse Gibbon in Declino e caduta dell' impero romano, resta "una macchia indelebile" sul cristianesimo. Perché fu massacrata, pare, da una plebaglia f