Brunella Campea, Virgilia D'Andrea. La trama e l'ordito Liliana Moro
Brunella Campea sa sorprendere le sue lettrici e i suoi lettori, almeno io sono stata sorpresa da questo suo ultimo libro che unisce rigore storico ed empatia per far luce su una interessante figura femminile. Attraverso un'accurata ricerca d'archivio, ricostruisce la vita e in particolare l'infanzia di una donna che, confesso, non conoscevo: Virgilia D'Andrea un'impavida rappresentante di quella generazione straordinaria che visse negli anni tra '800 e '900 e animò lo sviluppo di movimenti vivaci e radicali per i diritti, per l'uguaglianza e per la pace. Diverse iniziative: rivolte, manifestazioni, scioperi attraversarono allora gli stati d'Europa e delle due Americhe, portate avanti da personaggi di grande levatura morale, di profonda dedizione agli ideali di giustizia e di libertà in cui credevano. Molte furono le donne, per nulla intimorite dallo stop che, fin dalla rivoluzione francese, venne posto all'attività politica delle donne con la decapitazione di Olympia De Gouges.
Virgilia D'Andrea nacque a Sulmona nel 1888 e morì a New York nel 1933. Passò quindi da una provincia a una metropoli, dall'Italia agli Stati Uniti, dove giunse non da migrante, come tanti suoi conterranei, ma da esule politica, come ugualmente tanti suoi connazionali. Anarchica, come Sacco e Vanzetti, maestra e scrittrice, come tante attive nel femminismo di quegli anni, Virgilia mise le sue conoscenze e le sue capacità al servizio di quello che va storicamente sotto il nome di movimento operaio: i tentativi attuati per migliorare la loro vita da parte di lavoratori e lavoratrici nelle fabbriche o nei campi dato che erano malpagati, con orari infiniti, avevano condizioni di lavoro insalubri e dannose per la salute. Situazioni che richiamano molto da vicino quelle attuali dei migranti.
Virgilia perse prima la madre, morta di malattia, poi il padre e il fratellino, che furono uccisi insieme da un uomo che era stato fidanzato con la giovane che il padre vedovo intendeva sposare. Questa serie di tragedie portò Virgilia in collegio dalle monache a trascorrere un'adolescenza dura e solitaria, da cui uscì, però, con un diploma di insegnante e, di sicuro, con un carattere temprato e pronto a sostenere aspri conflitti. Interessante notare che un suo fratello più piccolo, Ugo, passato anch'egli per l'esperienza del collegio, poi della Prima guerra mondiale, diverrà un fervente fascista prima e un importante parlamentare liberale poi. Virgilia, invece, combatté decisamente l'entrata in guerra dell'Italia e il fascismo tanto che dovette emigrare. Con il suo compagno Armando Borghi si trasferì a Parigi dove fondò e diresse la rivista “Veglia” diffusa tra i numerosi emigrati italiani.
Una vita avventurosa di cui la Campea ricostruisce la trama e l'ordito :
Brunella Campea, Virgilia D'Andrea. La trama e l'ordito,
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