Maria Rosa Panté, Dal telaio all'Intelligenza Artificiale. Shelley, Lovelace, Dickinson
Liliana Moro

Un libro colto, documentato, scientifico e insieme visionario, appassionato, etico; in altre parole un libro che realizza in sè la sua proposta di fondo: connettere, tendere fili, cucire, creare connessioni e anche rammendi.
Maria Rosa Panté, ben radicata nei problemi dell'oggi, si volge al passato per affrontarli in modo approfondito, seguendo nella storia e nel mito tracce, o meglio fili, di abilità femminile nel tessere e nel costruire relazioni.
Di particolare interesse la parte centrale del testo, dove percorre le vicende personali e culturali di tre donne straordinarie, di cui rintraccia una visionarietà assolutamente originale, una capacità profetica che le connette strettamente all'oggi... e anche al domani : Mary Shelley, Ada Byron Lovelace, Emily Dickinson.
Mary Shelley (1797-1851) l'autrice di Frankenstein, fu moglie del poeta Percy Bysshe Shelley ed era figlia di Mary Wollstonecraft, femminista ante litteram per la vita indipendente e per il suo saggio A Vindication of the Rights of Woman, e del filosofo William Godwin, considerato fondatore dell'anarchismo.
Ada Byron Lovelace (1815-1852) era figlia di Isabella Milbanke, insigne matematica, e del poeta Lord Byron, viene considerata fondatrice dell'informatica, in quanto creò il primo algoritmo per dare istruzioni a una macchina calcolatrice.
La terza è Emily Dickinson (1830-1886) la grande poetessa, dalla vita tanto semplice quanto vissuta intensamente.
Si tratta di tre inglesi, praticamente contemporanee tra loro, vissute nella prima metà dell'Ottocento, le prime due anche in relazione indiretta per l'amicizia tra i due poeti Byron e Shelley, cosa che le connette anche a Emily Dickinson.
Hanno visto il capitalismo allo stato nascente. Ora che siamo nella fase discendente della sua parabola, o comunque in un momento di cambiamento profondo, ispirarsi a loro, studiare, analizzare le loro intuizioni può essere di grande utilità, soprattutto se chi compie questa ricerca ha una mente aperta e profonda come Maria Rosa Panté.
Di notevole interesse il capitolo che, a partire naturalmente dalla grande intuizione di Ada Lovelace, si occupa dell'Intelligenza Artificiale, ne individua le potenzialità e i limiti, rappresentati soprattutto dalla prevalenza di figure maschili nella sua gestione. Già nell'Informatica la consistente presenza femminile degli albori, a metà del '900, è stata sovrastata da quella dei programmatori; ora
"...ai vertici dell'IA sono tutti maschi, vorrei - scrive Panté - poter smentire Ada e cioè augurarmi che l'IA abbia in sè abbastanza creatività da non essere una replica, amplificata, del mondo patriarcale, capitalista, antropocentrico, anzi maschio-centrico che l'ha programmata."
Una potente immaginazione e la capacità di connettere sono forze che hanno animato le nostre tre donne ed è proprio quanto ci occorre oggi, in questa fase difficile e pericolosa, dove per cercare una via d'uscita è necessario guardare scientificamente alla Natura:
"Tutte e tre, Mary, Ada, Emily, hanno immaginato e gettato, consapevolmente o meno, dei ponti tra i saperi per esempio tra scienza e letteratura... In sostanza tutte e tre ci lasciano in eredità l'idea di un superamento delle barriere, dei confini persino delle classificazioni"
"E dunque l'eredità di Mary, Ada, Emily, si sdipana come un filo dal rifiuto al riconoscimento, dall'odio al perdono, ma in un mondo diverso dove la cura, la commistione, la contaminazione, la fragilità saranno i valori nuovi, valori che ci vengono direttamente dalla Natura."
Maria Rosa Panté, Dal telaio all'Intelligenza Artificiale. Shelley, Lovelace, Dickinson
Il TraSguardo editrice, dicembre 2025, pagg.159, € 10
e-book, €4
Home
|