Chi è Mary Daly?

di Luciana Percovich



Mary Daly


L'ultimo libro pubblicato da Mary Daly negli Stati Uniti è: Quintessence, Realizing the Archaic Future, A Radical Elemental Feminist Manifesto, Beacon Press, 1998. Sono stati tradotti in italiano soltanto La Chiesa e il Secondo Sesso, Rizzoli (1968)1982 e Oltre Dio Padre, Editori Riuniti, (1973) 1985.

Nel 2005 stato tradotto proprio Quintessenza. Realizzare i futuro arcaico, edizioni Venexia.


Ma chi è Mary Daly? Possiamo provare ad avvicinarci a lei e al suo pensiero vulcanico attraverso alcuni passaggi di una presentazione di Diane Rae Schultz, tradotta e segnalata da Giusi Di Rienzo: "Mary Daly è una di quelle autrici i cui libri io attendo con la stessa brama con cui attendo la rinascita della primavera. Il suo ultimo libro, Quintessence, Realizing the Archaic Future, è ben valso l'attesa. Dopo Outcourse, pubblicato nel 1992, mi chiedevo: "Cosa farà poi? E' possibile riuscire a spingere oltre i lettori e le lettrici nel movimento a spirale, e portarli ancora più a fondo a guardare ciò che sta dietro al loro essere?"
E' possibile, e lo ha fatto andando non solo indietro ma contemporaneamente in avanti, nel futuro. Quintessenza è dunque una complessa tessitura di realtà e filosofia, che impiega il viaggio nel tempo e una conversazione che attraversa un periodo di cinquanta anni, dal presente al 2048 (dell'Era Biofila), in una terra chiamata "il continente perduto e ritrovato".
E' utile avere una idea dei suoi libri precedenti prima di leggerlo. Personalmente, sono stata un'avida partecipante al suo viaggio a spirale, a cominciare dalla mia scoperta di Gyn/Ecology, the Metaethics of Radical feminism (1992) alcuni anni fa.
Come faccio spesso quando sono molto presa da un libro, cerco tutto quello che l'autore/autrice ha pubblicato e lo leggo di seguito: nel caso di Daly il mio entusiasmo aumentava di pari passo alla crescita della sua esposizione "ontologica", che si è dispiegata in modo sempre più preciso e godibile ad ogni successivo libro. Daly infatti non è solo un'esperta tessitrice di parole, ma una vera e propria creatrice di linguaggio, sostenuta da una logica ferrea, tutte qualità che soddisfano appieno il mio desiderio intellettuale.



 

In Outcourse l'autrice descrive l'aprirsi della sua comprensione alla partecipazione conscia dell'essere, in ogni stadio della sua vita e attraverso ciascuno dei suoi libri. Questo suo "viaggio metafisico" comincia da molto giovane, quando si trova ad attraversare, in modo accidentato ma bellissimo, varie scuole e poi varie università, fino a realizzare il desiderio di ottenere due dottorati, uno in filosofia e uno in teologia, all'età di 35 anni. Prodezza che era impossibile negli Stati Uniti degli anni '60, quando fu costretta a trasferirsi in Svizzera, per frequentare l'Università di Friburgo. Tornata negli USA, divenne insegnante al Boston College, posizione che ha mantenuto fino allo scorso anno, quando è stata chiusa fuori dal suo ufficio e licenziata.

Il suo primo libro, La Chiesa e il Secondo Sesso, era una dura critica alla religione patriarcale, ma scritta con la speranza di modificare la struttura della chiesa e non di rigettarla. Quando capì che il cambiamento dall'interno non era possibile, si mosse verso un approccio più radicale alla questione scrivendo Oltre Dio Padre. Parlando di quest'ultimo libro in Outcourse, spiega che "Il tema portante di Oltre Dio Padre è la comprensione che la rivoluzione delle donne riguarda la Partecipazione all'Essere. Il che significa essere un Movimento Ontologico. Poiché sono tenute al di fuori, in disparte, le donne sono meglio equipaggiate per analizzare la struttura malefica del Patriarcato (….) Le donne sono chiamate, in un certo senso, ad essere le portatrici del Coraggio Esistenziale nella società (…..) Il Coraggio di Essere è la chiave."

Il libro successivo di Daly, Gyn/Ecology, richiese la creazione di un linguaggio completamente nuovo. Mentre scriveva Oltre Dio Padre il suo mantra era "Devo ri-volgere la mia anima", ma durante la creazione di Gyn/Ecology lo scopo fu "un ri-volgimento ancora più radicale: avevo lo scopo di tessere connessioni fra i mondi in cui mi stavo muovendo a spirale, all'interno dell'integrità del mio essere e del mio conoscere, sperimentando vertigini e camminando in territori sconosciuti". Nel periodo in cui scriveva questo libro, Daly fece un viaggio a Creta, a Cnosso.
Fu là che vide per la prima volta il simbolo della labrys, l'antica e sacra doppia ascia, simbolo della Grande Dea mediterranea. La doppia ascia assunse un grande significato per Daly, divenne la sferzata di Gyn/Ecology, il taglio sul mondo necessario per smascherare la verità dietro alla parola.

Essenziali in questo lavoro, per imparare a vedere e a muoversi tra due piani della realtà, i concetti di background (retroterra, sfondo) e di foreground (primo piano, avanscena): il suo viaggio e la sua ricerca, come quella delle donne in movimento, si spostano in continuazione dalla realtà mondana e distorta, un "set stagnante di 'verità' coperte dalla povere di idee morte", che il patriarcato ha costruito nei secoli su bugie sempre più squallide, imponendo a ciascuno che la verità sia la sua, una sola, stabile e permanente (il foreground), al piano del farsi reale e continuo delle verità, messo fuori scena e diventato innominabile, il luogo delle energie primarie e vitali in movimento, in un continuo processo di modificazione e creazione (il background). "Ho visto Gyn/Ecology come parte di questo movimento, un movimento che continua nel farsi continuo del processo di nominazione, del dirsi delle parole….Perché io sono un verbo, non un nome".

Poiché questo è il tema di fondo del Movimento delle Donne Radicali (e di quanti vivono con disagio e sofferenza il tempo presente): immaginare un futuro totalmente diverso dalla presente realtà di oppressione, costruire la realtà a partire dalla propria esperienza del mondo. Reclamando il diritto (fin qui negato) delle donne di partecipare a tale creazione, Daly nomina il problema principale, ossia "il Tabù Totale contro le donne che si identificano come tali. Poiché ciò, nel patriarcato, è severamente proibito alle donne, noi ci impediamo l'un l'altra di nominare la nostra realtà. Questo tabù è impresso a fondo nella psiche delle donne", perciò perseveriamo nel censurarci e nel censurare le altre.

Nel libro successivo, Pure Lust, pubblicato nel 1984, Daly nomina i sette punti della Sindrome Sadico-Rituale, mostrando il processo attraverso il quale l'Eredità delle donne è tenuta nascosta e come le donne siano usate come "capri espiatori e torturatrici simboliche" e forzate a seguire la cultura dominante. Daly esorta le donne a nominare la figura della Maga, che incarna l'attiva presenza del potere femminile: " Lei è sostanza scintillante, presenza reale che riluce attraverso le apparenze(….)In termini mitici, nominare la Maga è nominare la Triplice Dea".

Ciò che è accaduto nel tempo è stata la graduale appropriazione di questo archetipo da parte della chiesa cattolica nella forma di Maria e la sua cancellazione da parte della fede protestante. Immagini stereotipate della femminilità l'hanno rimpiazzata (vittima, puttana, vergine, madre dolorosa). Generalmente le donne non sono nemmeno coscienti di star recitando questi ruoli, a causa della perdita di contatto con Lei, con queste energie del background. Eppure Maria è una reminescenza viva della Dea. La si può collegare al simbolo della croce e a quello ebraico dell'albero della vita, un altro dei simboli antichi della Dea. Poiché sono trasfigurazioni di simboli precedenti, in essi permane una sorta di "potere magico" che evoca le memorie del passato.

Daly fornisce molti esempi, a partire dalle "madonne nere" che si trovano in tutta Europa e America Latina: il nero è il colore della fertilità e della terra, oltre che della nostra origine africana. Molto spesso Maria è rappresentata in piedi su una luna crescente e rimanda a Iside, la cui venerazione fu coeva al primo cristianesimo. Iside era madre, guaritrice, stabiliva le leggi, garantiva la giustizia… La capacità di smascherare i miti fa parte della potenza femminile: mentre ricordiamo e diamo corpo al nostro passato come donne, scopriamo di avere molto in comune e che "la nostra eredità primaria, pre-patriarcale, non è perduta, ma nascosta nel mare subliminale".

Il trionfo finale della riflessione sull'attività creatrice del nominare, interdetto alle donne, è nel suo libro successivo, Websters' First New Intergalactic Wickedary of the English Language (1987), scritto insieme a Jane Caputi: parole nuove, nuove definizioni di vecchi termini, il tutto dalla natura ironicamente "stregata"….

Avendo come retroscena i libri suddetti, quintessence è per Mary Daly la parola che mostra ciò che "le Donne Selvagge hanno sempre cercato: significa conoscere la vita il più possibile. Quintessenza non è un nome, è un verbo." In questo testo l'autrice coglie a pieno l'urgenza del nostro periodo di nominare le atrocità e di raccogliere il coraggio necessario per fronteggiarle e sconfiggerle. Se riusciamo a scorgere e a nominare le interconnessioni tra l'oppressione sessuale, quella razziale e quella politica, noi lavoreremo per la Vita, parteciperemo alla creazione della Vita ora e simultaneamente nel futuro.
E' necessario non solo partecipare come individui, dobbiamo anche ri-imparare a osservare e a celebrare il "genio del femminile" , "onorando le parole e le azioni delle donne e riconoscendo che esse possono portare a grandi trasformazioni e creazioni".

E quando parla del dolore che le donne coscienti condividono, chi legge non può fare altro che dire "Sì! Lei sta descrivendo esattamente il modo in cui mi sento!". Siamo addolorate/i per le nostre Antenate e per le Sorelle contemporanee che ci appaiono perdute in una diaspora oltre il tempo e lo spazio. Siamo addolorate/i per quelle che furono bruciate vive e per quelle i cui libri furono -simbolicamente- bruciati prima che avessero la possibilità di scriverli. Siamo addolorate/i per quelle che sono state violentate, di cui si è abusato e si abusa, che sono molestate, picchiate, condotte a impazzire e al suicidio, mutilate, uccise. Soffriamo per gli animali che sono torturati nei laboratori, cacciati, mostrificati dal business agroalimentare. Soffriamo per gli alberi che sono estirpati, per il mare, i laghi e i fiumi che sono inquinati e per l'aria riempita di veleni.

Ma Daly passa anche a spiegare come trasformare tale dolore in "giusta rabbia" e come la rabbia che ha origine nel dolore sia connessa ad un'altra passione fondamentale, la speranza.
"La speranza ispira gli atti di 'giusta rabbia'. Se fossimo state senza speranza non saremmo riuscite a continuare a combattere", dice Mary Daly a Kate, una delle sue interlocutrici nel "futuro" di Quintessence.
"E la rabbia", Kate le risponde, "ispira gli atti di Speranza Espansa. Quando ci muovemmo per trovare/creare il nuovo continente ci spingevano sia la rabbia sia l'enorme desiderio di radunarci in esso. Avevamo la grande brama di andare oltre lo stato di paralisi patriarcale".

Mary Daly avrà 90 anni nel 2018, anno in cui nel suo libro comincia il viaggio verso il continente ritrovato. Ma il suo messaggio è che il viaggio è già in corso e tutti ne siamo parte integrante. Non c'è più molto tempo da perdere se vogliamo trasformare l'incubo presente in un futuro positivo che onori la forza della Vita.