Parità di genere Carissime, vorrei solo dirvi quanto sia in pena per la nuova legge elettorale priva della "parità di genere" . Ho scritto su fb. in risposta a un documento della Libreria delle donne quanto segue perché mi dispiace che non si tenga in conto adeguato il diritto inalienabile all'essere cittadine come tutti gli altri. Sembrano a me spesso le teorie sulla differenza delle donne e dunque sull'inutilità o peggio sul danno di immagine che ne verrebbe a causa della loro partecipazione al governo della cosa pubblica, una confessione sconsolata di impotenza... A proposito di parità di genere . Non sono d'accordo con le analisi di alcune donne intellettuali femministe che negano l'importanza delle quote rosa, considerando che le donne proposte dai partiti sarebbero coartate a esprimersi e a decidere fatalmente come vuole il partito o peggio un partito padrone e dunque obbedendo sempre a una politica maschile. Non nego che questo aspetto patriarcale sovrasti ogni istituzione , università, professione, dove le donne sono entrate ,studiano e operano e hanno conquistato posizioni importanti dopo le lotte per l'emancipazione lunghe e mai del tutto concluse. Io penso che il baluardo delle pari opportunità vada sempre difeso, perché si tratta di un principio di diritto inalienabile sacrosanto. Quando le donne, attraversando tutti i ceti e i partiti sociali , saranno cittadine a tutto tondo discuteranno e decideranno come trasformare la società a vantaggio dei bisogni delle donne da sempre trascurati e che ci penalizzano tanto da dover usufruire delle "quote rosa". Coloro che nelle pure analisi intellettuali credono meglio escludere il ricorso alla parità di genere (nella legge elettorale), si trovano paradossalmente ad essere d'accordo coi partiti più retrivi e conservatori. 7. 3. 2014
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