I cento anni di Rita Levi Montalcini

di Sara Sesti

 




Rita Levi-Montalcini è nata il 22 aprile del 1909. Quest'anno compirà i suoi primi cento anni. A lei i nostri più affettuosi auguri!

«Il mio unico merito è stato l´impegno e l´ottimismo, non certo l´intelligenza che è più che mediocre» ha esordito nel 2008 in un´aula magna gremita di studenti, dopo l'assegnazione di una laurea honoris causa in Biotecnologie industriali dall´Università degli Studi di Milano - Bicocca. In un discorso ironico e appassionato, applaudito da centinaia di giovani, la senatrice a vita ha invitato gli studenti «ad avere fiducia, credere nel proprio lavoro e guardare la vita con ottimismo».

Ripercorriamo alcune tappe della lunga vita della scienziata.
Rita Levi Montalcini è nata a Torino dall’ingegnere Adamo Levi e da Adele Montalcini, colti borghesi di origine ebraica. Il padre si aspettava dalle sue tre figlie una classica vita da mogli e madri, ma Rita si è sempre sentita assolutamente inadatta a ricoprire quei ruoli tradizionali, come ha dichiarato nella sua autobiografia Elogio dell’imperfezione, pubblicata nel 1987.

A vent’anni decise di studiare medicina. Sostenne da esterna l’esame di maturità e si iscrisse all’università della sua città natale. Il professore Giuseppe Levi, famoso istologo con cui collaborerà tutta la vita, le diede una buona base di biologia e le insegnò l’arte della ricerca scientifica. Rita si specializzò poi in neurologia e psichiatria, finché le leggi antisemite interruppero la sua carriera di medico e di assistente universitaria. Per questo motivo, nel 1939, accettò un posto di ricercatrice a Bruxelles, ma l’anno successivo quando l’esercito tedesco occupò anche il Belgio dovette nuovamente fuggire. Tornata in Italia dalla famiglia, allestì nella sua stanza un laboratorio di fortuna dove potè continuare le ricerche neurobiologiche.

Lavorò come medico in un campo profughi di Firenze, nel 1944, dopo la liberazione della città. Qui si rese conto che quel lavoro non era adatto a lei, in quanto non riusciva a trovare il sufficiente distacco dal dolore dei pazienti. Finita la guerra riprese quindi la sua attività di ricerca presso l’Università di Torino. Si occupò dello sviluppo del sistema nervoso nell’embrione del pollo e della differenziazione dei centri nervosi e su questi argomenti pubblicò numerose Memorie, con il professor Giuseppe Levi.

Nel 1947 accettò l’invito a recarsi negli Stati Uniti offertole dal professor Victor Hamburger, alla cui opera si era ispirata durante le sue “ricerche casalinghe”. Lavorò nel laboratorio della Washington University di St. Louis, dove rimase quasi trent’anni occupandosi dello sviluppo del sistema nervoso. Insieme alla ricercatrice tedesca Herta Mayer dimostrò biologicamente l’esistenza di un “fattore di accrescimento” delle fibre nervose, il cosiddetto NGF (nerve growth factor), e nel 1954, in collaborazione con il biochimico Stanley Cohen, arrivò all’isolamento e all’identificazione di tale sostanza: una proteina che viene sintetizzata da quasi tutti i tessuti e in particolare dalle ghiandole esocrine.

Alla luce degli  sviluppi successivi possiamo oggi cogliere appieno il significato di questa scoperta: alcune cellule del sistema simpatico sono stimolate dall’organo di cui regolano l’attività, una maggior richiesta è in grado di modificare in senso ipertrofico le cellule di questo sistema. Dopo aver sperimentato che, trattando alcuni topi con un siero anti-NGF, questi presentavano gravi problemi neuroendocrini, dovuti ad alterazioni irreversibili dell’ipotalamo, Rita Levi-Montalcini lo utilizzò per controllare la crescita dei tumori delle cellule nervose.

Le sue ricerche pionieristiche furono il punto di partenza per la scoperta di numerosi altri fattori di accrescimento che giocano un ruolo importante nello sviluppo degli organi e dei tumori e oggi si sta considerando la possibilità di impiegare l’NGF nella cura delle malattie neurologiche. Nel 1958 la scienziata ottenne una cattedra presso la Washington University di St. Louis e, nonostante inizialmente volesse rimanere in quella città solo per un anno, vi lavorò e vi insegnò fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1977.

Dal 1962 si spostò continuamente tra gli Stati Uniti e l’Italia, dove costruì e diresse lIstituto di Biologia Cellulare dell’Università di Roma per il Consiglio Nazionale delle Ricerche e dove ha ricoperto il ruolo di professore ospite, dal 1979 in poi. Il Premio Nobel per la medicina, che ottenne nel 1986 insieme a Stanley Cohen per la scoperta dell’ NGF, fu per lei una grande soddisfazione. La scienziata devolse una parte del premio alla comunità ebraica per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma.

Ha sempre avuto molto a cuore la questione della parità dei diritti delle donne in ambito scientifico. Continua tuttora con intensità a prodigarsi in molteplici attività di ricerca in campo medico e di divulgazione attraverso numerose pubblicazioni. Tra i suoi libri ricordiamo l’autobiografia Elogio dell’imperfezione (1987), Il tuo futuro (1993), Senz’olio contro vento (1996) e L’asso nella manica a brandelli (1998).

Nel 2000 ha pubblicato Cantico di una vita, un libro autobiografico in cui offre un ritratto del suo percorso esistenziale e scientifico, attraverso le lettere scritte ai familiari, soprattutto alla madre e alla sorella gemella, la pittrice e scultrice Paola scomparsa nello stesso anno, a cui il libro è dedicato. Nel prologo all'epistolario l’autrice cita una frase di Primo Levi che ha ispirato la sua vita: “Amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra”. E' socia nazionale dell'Accademia dei Lincei per la classe delle Scienze Fisiche. Nel 2001 è stata eletta senatrice a vita dall'allora Presidente della repubblica Carlo Azelio Ciampi.

Nonostante la quasi totale perdita della vista a 92 anni, la studiosa è ancora attiva in campo scientifico ed esprime con coraggio e autorevolezza un parere laico e anticonformista su temi scottanti come quello del testamento biologico, dell’eutanasia, della clonazione a scopo terapeutico e dell’ingegneria genetica. La sua produzione scientifica è ancora molto intensa. Negli ultimi anni ha pubblicato tra l’altro: La galassia mente (2001); Un universo inquieto. Vita e opere di Paola Levi Montalcini (2001); Tempo di mutamenti (2002);   Abbi il coraggio di conoscere (2004);   Tempo di azione (2004); Lungo le vie della conoscenza (2005);   Eva era africana (2005). Dal 2006 ha pubblicato con Giuseppina Tripodi: Tempo di revisione, I nuovi magellani nell'er@ digitale, Le tue antenate.

Con la vittoria alle elezioni politiche del 2006 dell'Unione di Romano Prodi , Rita Levi-Montalcini, in qualità di senatrice a vita, ha tenacemente accordato la fiducia al governo. Per questo motivo l'ex ministro Francesco Storace l' ha contestata in maniera inusitata, ironizzando sull'età della senatrice e suggerendo di fornirla di un paio di stampelle. La scienziata gli ha risposto per le rime con una lettera pubblicata dal quotidiano La Repubblica di cui riportiamo il testo

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Lettera di Rita Levi Montalcini
Le stampelle di Storace ricordano il regime

Caro direttore,

ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito.

Io sottoscritta, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano.

In qualità di senatore a vita e in base all'articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.

Mi rivolgo a chi ha lanciato l'idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell'attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.

A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.



10 ottobre 2007

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Negli stessi giorni il partito della Lega Nord ha proposto un emendamento alla legge finanziaria per "eliminare gli stanziamenti ad hoc per la fondazione Ebri (European brain research institute) fondata nel 2006 dalla senatrice a vita".

Rita Levi Montalcini è intervenuta in Aula, per motivare la sua non partecipazione alla votazione dell'emendamento della Lega per "conflitto d'interesse", pronunciando le seguenti parole: "Signor Presidente, io non voterò, ma ringrazio molto quanti si rendono conto dell'attività svolta dall'istituto EBRI per la scienza italiana. Sono veramente molto grata a tutti coloro che si rendono conto di quanto stiamo facendo per la scienza, che mai è stata così utilmente portata avanti. Grazie infinite".

L'emendamento della Lega Nord è stato in seguito respinto a larghissima maggioranza.


La breve biografia di Rita Levi-Montalcini è tratta dal libro di Sara Sesti e Liliana Moro "Scienziate nel tempo. 65 biografie " , edizioni LUD, Milano, 2008

 

19- 04- 09

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