Un caro saluto a Omid, associazione,
che chiude i propri progetti in Afghanistan
di Annamaria Medri e Maddalena Gasparini

Afghanistan, 2007
Dopo l'11 settembre 2001 e la previsione di una guerra di "lunga durata", il cui primo obiettivo era l'Afghanistan, alcune di noi, socie della Libera università delle donne, avevano sentito l'esigenza non tanto e non solo di schierarsi contro la guerra quanto di vedere quale pratica politica poteva aprire spazi di vita oltre il conflitto, tenendo presente che in Afghanistan la sofferenza delle donne, la loro miseria materiale e politica era stata usata come fonte di giustificazione all'intervento militare statunitense e alleato.
Il punto era come mettersi a fianco di queste donne valorizzando la loro capacità di esistere, il lavoro materiale, sociale e politico portato avanti con tenacia nel tempo, nascosto dal silenzio generale. Insomma come far emergere la capacità di costruire relazioni di cittadinanza delle donne al di là e al di qua dei divieti e degli usi strumentali.
Abbiamo deciso di stabilire un rapporto con Sima Samar fondatrice dell'associazione afgana Shuhada, attraverso l'amicizia di Evelina Colavita e l'Associazione Omid che supporta in Italia le attività di Shuhada. La dottoressa Samar aveva presentato, la sera del 25 ottobre 2001 nella nostra sede di Milano, la sua esperienza di medico in Afganistan, a una sala affollatissima e concentrata. Ha raccontato le difficoltà e i successi, suoi e di altre donne afgane, per vivere una vita attiva, raggiungere una visibilità negata anche dai funzionari delle organizzazioni internazionali, per aprire spazi ai diritti elementari.
Abbiamo visto in Sima una pratica femminile spesa a favore di donne (scuole, ospedali e centri d'intervento medico, sviluppo e supporto del reddito ecc.), consolidata sul territorio (il 40% dei finanziamenti spesi in Afghanistan oltre che presso i rifugiati in Pakistan) attraverso relazioni e mediazioni intelligenti con la regione e la nazionalità d'origine che permettevano di aggirare e contrastare i divieti dei talebani e di superare, in qualche misura, il contesto tribale e patriarcale.
Nei mesi di gennaio e febbraio 2002 la nostra associazione, per una Libera università delle donne, insieme alle associazioni Crinali – Coordinamento femminile dell'ANPI - Collegio provinciale delle ostetriche di Milano e Lodi, ha presentato e raccolto fondi (7.700 Euro) per un progetto di formazione professionale per 160 levatrici (ostetriche) tradizionali, proposto dell'Associazione Afghana Shuhada, a Yakawlang, provincia di Bamyan, Afghanistan.
Il 18 gennaio 2002 il progetto venne presentato, nei locali dell'Unione Femminile Nazionale, per mezzo di una grande festa che raccoglieva molte persone. La promozione della professionalità delle levatrici tradizionali, rimandava ad un'immagine simbolica alternativa alla guerra: una possibilità di vita, migliore e più garantita, a fronte di distruzione e morte. Ed è grazie alla propria forza simbolica che il progetto ha ricevuto consensi ed è riuscito a raccogliere i fondi necessari praticamente in un mese. Un secondo progetto si è subito aperto per la località di Behsood provincia di Wardak, Afghanistan, a marzo 2002, e ha visto quali principali promotrici le ostetriche di Mantova.
L'attività di Sima Samar ed Evelina Colavita è continuata in Afghanistan per tutti questi anni nelle rispettive associazioni. Interessanti sono stati i diari di viaggio di Evelina che raccontavano i progetti realizzati e gli impegni futuri mentre tratteggiava sullo sfondo la povertà e l'umiliazione di un paese senza pace e dei suoi abitanti privi di prospettive. Viaggi interrotti nel 2007 per l'impossibilità ad entrare con sicurezza in Afghanistan. Ora abbiamo saputo che l'esperienza di OMID finirà al termine del presente anno, riportiamo le parole della lettera di Evelina:
"A malincuore scrivo questa comunicazione. Alla fine di agosto 2009 l’assemblea dei soci di Omid Onlus, su mia proposta, ha deciso di chiudere l’attività dell’associazione al 31 dicembre 2009. Le ragioni che hanno portato a questa decisione sono le seguenti:
La dottoressa Sima Samar in questo ultimo periodo si è ritirata dalla conduzione di Shuhada, la nostra organizzazione partner in Afghanistan che implementava tutti i nostri progetti. La sua attività presso le Nazioni Unite e come presidente della Commissione per i diritti umani in Afghanistan la assorbono completamente. Nella primavera 2009 tutte le scuole da noi sostenute sono state consegnate al Ministero afghano della pubblica istruzione. Questo è da valutarsi senz’altro uno sviluppo positivo. Gli ambulatori che noi sostenevamo saranno consegnati al Ministero della sanità pubblica nel corso di quest’autunno.
Pertanto ho pregato Shuhada di sottopormi dei nuovi progetti nei quali impegnarci. Purtroppo nessuna di queste proposte era convincente, soprattutto dal punto di vista finanziario. I progetti sottoposti erano caratterizzati da costi molto alti a fronte di una resa minima. Nel contempo ho saputo che l’intera direzione di Shuhada è cambiata e che l’organizzazione ora è guidata da professionisti del terzo settore. I costi dei progetti sono molto alti e pensati piuttosto per le grandi organizzazioni internazionali. Personalmente non credo nella validità delle iniziative proposte e di conseguenza, per me non è sostenibile promuovere questi progetti presso i donatori.
A partire dal 2001 ho investito molto tempo e denaro mio nei nostri progetti afghani e mi dispiace dover cessare l’attività dell’associazione italiana e anche di quella svizzera e di dover deludere le persone che ci hanno sostenute e hanno creduto nei progetti. Tuttavia sono fermamente convinta che tutte le nostre iniziative, scuole, ambulatori, corsi di alfabetizzazione e per ostetriche e anche l’orfanotrofio, siano stati di grande successo ed abbiano avuto un forte impatto positivo sulla popolazione afghana. Abbiamo fatto tutti un ottimo lavoro anche se non è a lieto fine. Effettuerò l’ultimo bonifico a Shuhada alla fine dell’anno e pertanto nessuna delle vostre donazioni andrà perduta e tutto si chiuderà con l’ordine dovuto.
Per ulteriori informazioni e commenti sono a completa disposizione.
Ringrazio ancora per il sostegno e la fiducia che ci è stata data durante tutti questi anni.
Cordialmente
Per OMID Onlus
Evelina Colavita"

Evelina Colavita
Anche noi crediamo che l'aiuto portato da Omid, “speranza” significa in lingua farsi, all'associazione Shuada diretta dalla dottoressa Samar sia stato utile e abbia anche cambiato la vita delle persone che hanno avuto rapporti con tali associazioni, delle possibilità che a volte hanno fatto la differenza tra la vita e la morte, la dignità e l'umiliazione. Questo probabilmente è “il lieto fine”.
Un grazie ad Evelina, a Sima e a tutte e tutti quelli che hanno partecipato al corso delle cose.
Lucca – Milano 1 novembre 2009
I viaggi in Afghanistan di Evelina Colavita
Viaggio in Afghanistan dal 18 agosto all'11 settembre 2006
Viaggio in Afghanistan dal 21 maggio al 7 giugno 2005
Viaggio in Afghanistan dal 21 agosto al 16 settembre 2004
Viaggio in Afghanistan: agosto - settembre 2002
Viaggio a Kabul:
febbraio - marzo 2002
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