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Di
che cosa parliamo quando parliamo di guerra
Corale per voci femminili sulla guerra, sulle donne, e sull'Occidente
che tutto questo scempio pretenderebbe di farlo per loro.
Cominciamo
da qui, allora. Dallo scrivere tutte insieme e dal non firmare con un
nome e un cognome. Per non avere un'unica etichettatura e per avere, invece,
un'unica voce, indistinguibile. Questo testo non pretende di essere un'analisi
esaustiva delle tematiche in questione. Nasce da frammenti di discussioni
dentro un gruppo informale di donne, diverse per età, nazionalità,
formazione, storia.
1) La bellezza nascosta
Andremo oltre il burka, questo punto di partenza che tutti conoscono!
Parleremo del burka come sicurezza, come protezione, come maglione: il
grosso maglione delle donne afgane
2)
Informazione o voyeurismo?
"Maria Grazia era così: vanitosa fino alla malattia, cocciuta
come nessuna altra donna che ho incontrato, insopportabile negli scatti
d'ira se non le portavano un caffè entro due minuti, ma così"
Silvia Grilli, La
ragazza che voleva essere speciale, Panorama,
22.11.01.
Occhio pornografico da giornalista: voglio guardarti il viso, finalmente,
oppure decostruire tutta la tua vita per vendermi anche la tua anima.
3)
War in the name of love (what's more in the
name of love?)
"Gli aggressori delle due Torri hanno agito per odio nei riguardi
di valori fondamentali per l'Occidente, come la libertà, la tolleranza,
la prosperità, il pluralismo religioso e il suffragio universale"
New York Time, 16 settembre
4)
Velo e rivoluzione
"Le donne afgane da tempo stanno lottando contro i talebani. Ma
ora che cosa sono diventate per l'Occidente? Per l'Occidente sono solo
delle povere vittime di questa cattiva, cattiva religione di questi uomini
retrogradi e incivili. La stessa vecchia mentalità colonialista.
Loro sono state in prima linea, ma noi non le abbiamo seguite allora,
le vediamo solo come vittime, degne della nostra pietà".
Sunera Thobanì, Discorso pronunciato a Ottawa,
in Canada, il 10 ottobre scorso, in occasione della conferenza "Criminal
justice system and women".
5)
Il corpo mortale
"In questa società iperprotetta, non abbiamo più
la consapevolezza di morire, perché siamo impercettibilmente passati
nell'eccessiva facilità di vivere. In forma anticipatrice, lo sterminio
era già tutto questo. Ciò che veniva tolto ai deportati
nei campi era la possibilità di disporre della propria morte, di
farne un gioco, una posta, un sacrificio: erano spogliati della facoltà
di morire".
Jean Baudrillard, "L'America", Feltrinelli,
1987.
6)
L'orribile abitudine all'orrore
"Mi piacerebbe pensare alla mia ignoranza non tanto come a un
fallimento personale , quanto piuttosto a una tendenza culturale di massa,
un esempio di scissione che caratterizza la fine del millennio. Se ci
è preclusa la possibilità di agire con consapevolezza l'ignoranza
diventa condizione indispensabile alla sopravvivenza. Paralizzati dalla
conoscenza di infiniti orrori, ci difendiamo facendo finta di niente".
Ruth L. Ozeki, "Carne", Einaudi, 1998.
7)
All americans boys. And the girls?
"Di giorno in giorno con la guerra sentimenti di collera si liberano
nel mondo. Metti l'orecchio sul suolo di questa parte del mondo e potrai
udire il suono, lo sgradevole rullio della rabbia che sboccia".
Arundhati Roy "La mal concepita guerra americana
contro il terrore": l'articolo è stato scritto a Nuova Delhi
il 20 ottobre scorso.
8)
Profughe da sempre
"Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro. Sono invisibile
semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi, capito?"
R. Ellison "Uomo invisibile", Einaudi, 1983.
9)
Il povero barbaro contro il resto del mondo
"Figlio mio", mi ha detto il prete mettendomi una mano sulla
spalla. "Sono con te. Ma tu non puoi saperlo perché hai un
cuore cieco. Pregherò per te".
A. Camus "Lo straniero", Bompiani, 1980.
10)
Il lavoro che nobilita la donna
"Lavorano per sentirsi realizzate e autonome, ma sognano il part
time e non sono più disposte a rinunciare a tutto per ottenere
il successo".
La Repubblica, 16 gennaio 2002.
Articolo inerente un sondaggio Swg sulle "nuovi ambizioni dell'universo
femminile italiano. Stanco di competere con i maschi".
11)
La violenza è di questo mondo. Occidentale.
"L'età della menopausa si colora di tinte oscure; sarebbe
invece opportuno ridefinire i condizionamenti psico-socio-culturali che
caratterizzano questa fase, per inserirli in un'ottica completamente diversa"
Elisabetta Fernandez, "Sesso in società",
Guerini e Associati, 2001
12)
La scelta/non scelta di essere madre
"La donna ci è mostrata in preda alla sollecitazione di
due modi diversi di alienarsi; è chiaro che "giocare all'uomo"
sarà per lei una fonte di insuccesso; ma "giocare alla donna"
è pure una vana lusinga: essere donna significherebbe essere l'oggetto,
l'Altro; e l'Altro resta soggetto in seno alla sua rinuncia".
Simone de Beauvoir, "Il secondo sesso",
Il Saggiatore, Milano, 1961.
13)
Consumi e parole
"Nel corrente stadio del capitalismo, le società dominati
hanno sempre meno bisogno di una massa di manodopera industriale. Ai propri
membri la società impone una norma: saper e voler consumare".
Z. Barman, "Dentro la globalizzazione. Le conseguenze
sulle persone", Laterza, Roma Bari, 1999.
14)
La politica, femminile plurale
"Suggeriamo che la democrazia femminista abbia bisogno di includere
alcune teorizzazioni di democrazia partecipativa trasversale (transborder)
che siano al di fuori del limite dell'imperiale"
Feminist Genealogies, Colonial Legacies, Democratic
Futures, 1997
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